venerdì 22 settembre 2017

Amici non dobbiamo più credere alle TV con i loro sondaggi, specialmente le TV di stato, perchè dicono quello che il grande capo gli fa più comodo.

Il teatrino dei sondaggi e il paradosso di B:
i numeri che alimentano la bufala “listone”
Sempre lui-L’ex Caimano è debole, ma per statistici e giornalisti resta il centro
del mondo di Marco Palombi
Il Fatto Quotidiano 10 settembre 2017
Silvio Berlusconi è stato il più fedele utilizzatore (non finale) dell’espressione
“teatrino della politica”.
Un tempo ne era il capocomico in virtù di un solido rapporto con milioni di elettori,
oggi–in mancanza di consensi–s’accontenta di esserne uno dei personaggi in
cerca d’autore.
Ieri, per dire, ha lanciato la sua ennesima offerta pubblica d’acquisto sul centrodestra
basata non si sa bene su cosa, visto che alle ultime comunali Forza Italia è stata
surclassata dalla Lega e, in qualche comune, pure da Fratelli d’Italia: “Nei prossimi
mesi ci attende una battaglia durissima.
Forza Italia ha il compito di guidarla, per tornare a governare, nel solco delle idee
del Partito popolare europeo, con i nostri programmi liberali fondati sui nostri valori
cristiani”, ha scritto in mattinata in un messaggio ai militanti emiliani del suo partito.
Parole che non saranno piaciute a Matteo Salvini, che sobriamente definisce il
Ppe–non senza qualche ragione–“schiavo della Merkel”, e dovrebbe essere il
principale alleato di Berlusconi.
Ma l’ex Cavaliere ieri era in una delle giornate in cui si pensa “liberale”.
Nel pomeriggio, infatti, ha spiegato che solo con un programma liberale si governa
e si danno risposte agli italiani: “In questo centrodestra liberale ovviamente le
ragioni degli elettori della destra avranno come sempre spazio e dignità”, ma solo
se la coalizione saprà “dimostrare di essere al servizio dei cittadini delusi dalla politica,
e non delle strategie personali o di partito di qualcuno”.
Che poi sarebbe sempre Salvini.
Questa storia del centrodestra è una bolla speculativa giornalistica che non risparmia
nessuno e non manca di produrre effetti paradossali.
In due autorevoli sondaggi usciti negli ultimi due giorni (i titoli li vedete qui accanto)
si sostiene una volta che “Berlusconi batte Salvini”, un’altra che “Salvini stacca
Berlusconi”; una volta che “crescono M5S e Gentiloni”, un’altra che “il centrodestra
stacca Pd e M5S: quota 35% anche col listone” (poi ci sarebbe anche quella

che “i 5 Stelle calano” e che “l’aumento più netto è dei grillini” ma è un’altra faccenda).

Ecco amici cosa fanno i delinquenti che abbiamo al governo, invece di risolvere i problemi degli italiani, cercano di risolvere i loro, più delinquenti di così non si può, sapete cosa mi auguro; che il movimento 5 stelle prenda il 60% dei voti, così ci liberemo di una buona parte di quei delinquenti e i pochi che rimangono non avranno più potere, ora non venitemi a dire che i 5stelle non hanno esperienza perchè non ci stò e vi dico; quelli che abbiamo tutt'ora pieni di esperienza cosa hanno fatto? Hanno rovinato l'Italia, perciò preferisco persone senza esperienza ma oneste, poi sappiamo che sbagliando si impara.

Belpietro: “Legge elettorale fatta per inciuciare
e non per governare”.
Settembre 22, 2017
La nuova legge elettorale è l’ennesima fregatura, ideata appositamente per
spartire poltrone.
Impedirà d’avere i numeri per governare, penalizza chi corre da solo (i grillini)
e favorisce soprattutto chi presenta molte liste civetta ovvero Silvio Berlusconi.
Belpietro: “nei collegi uninominali il candidato lo sceglierà il segretario di
partito, non chi si reca alle urne.
Nei collegi plurinominali la lista corta favorirà un controllo da parte del capo.
Camera e Senato saranno al guinzaglio dei boss”.
UNA LEGGE FATTA PER INCIUCIARE E NON PER GOVERNARE.
Editoriale di Maurizio Belpietro per “la Verità”
Se l’obbiettivo della nuova legge elettorale è garantire la governabilità, diciamo
che quella in gestazione in Parlamento lo manca prima ancora di nascere.
Il Rosatellum bis, ossia il fratello gemello del sistema abortito all’inizio dell’estate,
la garanzia di avere un governo con una maggioranza certa non la dà.
Anzi, semmai la toglie.
Dietro il complesso meccanismo che regola collegi uninominali e plurinominali,
mischiando proporzionale e maggioritario, si nasconde infatti la certezza che
nessuno alla fine avrà i numeri per dare vita a un esecutivo.
La legge si applicherà a entrambi i rami del Parlamento, evitando che si voti
con sistemi diversi, come avverrebbe ora a causa dei pasticci su Costituzione
e sistema elettorale imposti da Matteo Renzi quando era al governo.
Ma oltre a questo indubbio vantaggio altro non c’è.
Il premio di maggioranza, quello che dovrebbe assicurare a chi vince di avere
una base parlamentare sufficiente a consentire l’approvazione dei provvedimenti
presi dall’esecutivo, sparisce per lasciare il posto a una macedonia di
proporzionale e maggioritario che permetterà a tutti i partiti–anche a quelli meno
rilevanti–uno strapuntino.
La soglia di sbarramento portata al 3 per cento per il singolo partito e al 10 per
la coalizione sembra fatta non per favorire la concentrazione dei partiti o la
nascita di liste uniche, ma per assicurare ai nanetti di cui è zeppo il nostro
Parlamento che potranno tornare a Montecitorio e Palazzo Madama e continuare
a fare ciò che hanno sempre fatto, cioè niente.
Tanto per essere chiari: Angelino Alfano non rimarrà disoccupato, né sarà
costretto a tornare in Sicilia a fare l’avvocato.
Tra gli obiettivi raggiunti dal Rosatellum (nome perfetto per uno di quei vini
senz’anima che si vendono in tetrapak, non certo per un meccanismo col quale
selezionare la classe politica) c’è però l’eliminazione delle preferenze, ossia del
sistema che consente all’elettore di scegliere il parlamentare che desidera eleggere.
Nei collegi uninominali il candidato lo sceglierà il segretario di partito, non chi
si reca alle urne.
E nei collegi plurinominali la lista corta favorirà un controllo del resto del
Parlamento da parte del capo.
Così il disegno di avere Camera e Senato al guinzaglio dei boss sarà raggiunto.
Non sto a dirvi le cose tecniche della legge che già traballano in odore di
anticostituzionalità, come ad esempio l’assenza di uno scorporo che consentirà ai
partiti maggiori di trasformare un voto in un voto e mezzo (anzi 1,36), facendo
valere la scheda sia per il proporzionale che per il maggioritario e ottenendo
la moltiplicazione dei consensi.
Come detto, probabilmente il giochino sarà dichiarato incostituzionale, come
lo sono state negli ultimi anni tutte le leggi varate da una parte del Parlamento
per fregarne un’altra.
In questo caso la sòla è un regalino per i 5 stelle, gli unici che con il nuovo
sistema ci rimetterebbero, vedendo sfumare le possibilità di vittoria.
Tuttavia non è questo il punto.
Anche se incostituzionale la legge una volta approvata rimarrà in vigore il
tempo necessario a fare un governo, poi dopo anni si vedrà.
Insomma, i nostri onorevoli navigano a vista, non certo guardando lontano.
E alle viste, se passa il Rosatellum, ci sono solo le larghe intese, cioè un governo
di destra e sinistra messe insieme, tutte unite appassionatamente.
Qualcuno lo chiamerà inciucio, qualcun altro governo di interesse nazionale.

Modi diversi per descrivere la stessa cosa, cioè una fregatura.

martedì 19 settembre 2017

Ecco la verità sull'immigrazione, quella che non ci dicono, quella che tengono segreta per paura delle critiche e per paura delle prossime elezioni.

SIAMO CONDANNATI
Antonio Socci: il patto tra chiesa e Pd per riempire l'Italia di immigrati
18 Settembre 2017
A giugno scorso la politica italiana ha svoltato ed ha cominciato la volata
dell’ultimo chilometro.
Da allora tutto quello che accade va letto in chiave pre-elettorale, cioè in
vista delle elezioni politiche.
Tutto è finalizzato a quell’esame.
Perché è stato decisivo giugno?
Perché alle elezioni amministrative parziali l’Italia (ancora una volta) ha
mandato al Palazzo un segnale forte e chiaro che si potrebbe riassumere
nello slogan di Beppe Grillo del 2007.
In sostanza un “Vaffa”.
Infatti il Paese si è rivelato molto diverso da come viene rappresentato sui
media e da come lo pensano nel Palazzo della politica dove spesso credono
alla loro stessa propaganda.
In sintesi, nei Comuni con più di 15 mila abitanti in cui si è votato il centrosinistra
governava in 81 Comuni e-dopo giugno-ne ha ripresi solo 50, il centrodestra
da 42 è passato a 54 e i grillini sono passati da 3 a 8 amministrazioni municipali.
Si è scoperto, di nuovo, che in Italia il centrodestra rappresenta la formazione
con più consensi.
E per il Pd non vale nemmeno invocare la menomazione dovuta alla scissione
perché in quei Comuni di solito il centrosinistra si presentava unito.
D’altra parte-se si ricorda l’esito delle ultime elezioni politiche-lo stesso esecutivo
a trazione Pd non ha mai avuto una maggioranza nel Paese.
Adesso poi-dopo anni di governo-il Pd paga la crisi economica nella
quale-nonostante i dati sbandierati come “ripresa”-si è sempre più impantanati
(con un debito pubblico che cresce) e soprattutto lo stato maggiore piddino
ritiene di aver pagato la propria sconsiderata politica dell’emigrazione che ha
creato molto malcontento e allarme sociale.
Dall'esito elettorale di giugno perciò hanno pensato di correre ai ripari e per
tutta l’estate hanno provato a mandare all’opinione pubblica segnali di una
inversione di rotta.
Prima Matteo Renzi ha rottamato lo slogan “Restiamo umani” che aveva
usato per anni, per giustificare l’apertura dell’Italia all’immigrazione di massa.
Lo ha rottamato-dicevo-sostituendolo con la parola d’ordine che era di Salvini,
di cui Renzi si è disinvoltamente appropriato: «Aiutiamoli a casa loro».
Era il segnale della marcia indietro.
Così il ministro dell’Interno Minniti-nel volgere di qualche giorno-ha
sostanzialmente fatto cessare gli sbarchi o almeno li ha fortemente ridotti.
Di colpo.
Cosa che-a ben vedere-ha fatto ancora più irritare gli italiani, dal momento che
per anni, dalle parti del Pd e del governo, hanno ripetuto che la migrazione
di massa è un fenomeno storico inevitabile, che non si può fermare, perché
sarebbe come illudersi di fermare il vento con le mani.
E quindi si poteva solo subire.
Di colpo si è scoperto che invece si poteva fermare e anche molto velocemente,
quindi tanti italiani hanno concluso che per anni sono stati presi in giro, mentre
erano sottoposti all’assalto migratorio.
Per non scoprirsi a sinistra, soprattutto dopo la scissione dalemiana, Gentiloni
e Minniti hanno visto bene di chiedere aiuto alla Chiesa da dove-le frange
più estremiste-già cominciavano a bombardare il governo per lo scontro con le Ong.
Così, incontrando la Segreteria di Stato della Santa Sede e lo stesso papa Bergoglio
hanno ottenuto una specie di legittimazione vaticana.
Perché oltretevere hanno accordato questa copertura politica?
Per almeno tre motivi.
Primo: la Segreteria di Stato vaticana ha così potuto correggere l’ossessiva
campagna migrazionista che Bergoglio ha fatto da quattro anni, dal viaggio
a Lampedusa del 2013, che ha creato grande sconcerto pure tra i fedeli e ha
fatto crollare il consenso attorno al papa argentino (peraltro l’arrivo di tanti
migranti islamici nelle nostre città non può far piacere agli uomini di Chiesa
più consapevoli).
Secondo. Bergoglio si è fatto convincere perché ha come sua bussola il consenso
(come i politici) e voleva recuperare un pò del gradimento che ha perduto
nell’opinione pubblica con i suoi reiterati comizi sull’emigrazione.
Inoltre (terzo) il governo ha garantito al Vaticano bergogliano che varerà lo “Ius soli”
e-dopo le elezioni-riaprirà agli sbarchi sottoforma di “canali umanitari”.
A volerla tradurre in parole povere la richiesta del governo piddino dev’essere
suonata così: voi ci coprite le spalle adesso che abbiamo bloccato gli sbarchi,
così possiamo recuperare voti e-dopo le elezioni, una volta tornati al governo
(perché vi assicuriamo che senza Pd non è possibile nessuna maggioranza)-facciamo
lo “Ius soli” (se non siamo riusciti a farlo prima) e riapriamo le frontiere,
chiamandole “canali umanitari”.
Così “passata la festa gabbato lu santo” (e il santo gabbato è il popolo italiano).
Il Pd ha anche altre frecce al suo arco, con cui cerca di recuperare consensi.
A cominciare dalla solita vecchia politica delle mance pre-elettorali.
È una trovata di questo tipo il cosiddetto “reddito di inclusione”, anche se-come
si è scritto su queste colonne-a ben vedere stanzia per gli italiani poveri un
terzo di quanto il governo ha stanziato per gli immigrati e dunque non sarà tanto
facile convincere gli elettori.
Ma ne vedremo altre dello stesso tipo.
L’obiettivo del Pd, che di certo non può ambire a conquistare la maggioranza,
è quello di essere-dopo le elezioni-indispensabile per qualunque governo e la
legge elettorale deve essere funzionale a tale scopo fotografando la divisione
dell’elettorato in tre blocchi.
Però le elezioni regionali siciliane potrebbero essere l’incidente che destabilizza
la leadership renziana e spariglia le carte.
Anche perché gli oppositori di Renzi già scaldano i motori per lanciare la
candidatura Minniti.
Inoltre non è affatto detto che il Pd-dopo le elezioni-sia sicuramente
indispensabile per mettere insieme una maggioranza di governo.
In realtà ci sono delle alternative.
Attenti alle sorprese.
Al Pd rischiano di fare i conti senza l’oste che sarebbe l’elettorato italiano,
nel quale-senza tanti ragionamenti politologici-sta crescendo una voglia
matta di mandare a casa il Pd.
Questa è l’aria che tira.


lunedì 18 settembre 2017

Eccovi il problema dei grandi evasori, il controllo bloccato da chi governa, perchè? Forse per aiutare amici e parenti, poi sono implacabili con i normali cittadini, dove ti controllano anche quando vai al cesso, o magari ti spediscono cartelle false, questa è come funziona la giustizia in Italia, Fa letteralmente schifo, ricordatevi amici quando si andrà a votare.

La Corte dei Conti accusa: “I grandi evasori al sicuro”.
Controlli al palo-L’anagrafe dei rapporti finanziari inutilizzata da 26 anni
e il governo Renzi ha abolito le liste selettive dei sospetti su cui indagare.
di Luciano Cerasa
Il Fatto Quotidiano 10 settembre 2017
Doveva essere uno dei principali strumenti messi a disposizione degli 007 del
fisco per la caccia ai grandi evasori.
Ma l’archivio dei rapporti finanziari intrattenuti da società e persone fisiche
con gli intermediari come banche, poste, società di gestione del risparmio,
costola dell’anagrafe tributaria, dal 1991 non è mai decollata.
Anzi secondo l’accusa messa nero su bianco dalla Corte dei Conti in una
deliberazione del 26 luglio scorso, la legge è stata sistematicamente disapplicata
da 26 anni dall’Agenzia delle Entrate, ignorata dal ministero dell’Economia e
sabotata dai governi di turno, impedendo di fatto anche di relazionare alle Camere,
come previsto dalla norma.
L’ultimo atto è contenuto nella legge di Stabilità 2015 del governo Renzi, che
ha abolito anche l’obbligo per le Entrate di estrarre liste selettive dei grandi evasori
su cui indagare, seppure in base agli scarsi e lacunosi dati contenuti nell’archivio.
La relazione della Corte è una vera e propria requisitoria, dove si colpevolizza
perfino l’assenza del ministero dell’Economia alla sessione dove è stata presentata.
Dall’istruttoria e dall’elaborazione dei dati raccolti, spiega il relatore consigliere
Bruno Domenico Tridico, sono emersi anzitutto i “gravi ritardi” nella realizzazione
dell’Anagrafe.
Prevista fin dal 1991, doveva attivarsi con un decreto ministeriale da emanare entro
sessanta giorni.
Ma nonostante prevedesse esclusivamente la raccolta dei dati anagrafici, il decreto è
stato adottato dieci anni dopo e non ha mai trovato concreta attuazione.
L’Anagrafe dei rapporti finanziari è divenuta effettivamente operativa ed accessibile
solo nel 2009, ma non basta.
Ben più grave “è il suo concreto ed effettivo utilizzo per la lotta all’evasione, per
il quale deve rilevarsi una grave inadempienza dell’Agenzia, che non ha mai
elaborato le previste liste selettive né, successivamente, le analisi del rischio
evasione e, di conseguenza, non ha potuto riferire alle Camere sui risultati nella
lotta all’evasione derivanti dall’utilizzo dell’Anagrafe” come previsto dalla legge,
accusa la Corte dei Conti.
Un approccio doppiamente colpevole e omissivo, visto che la norma nel prevedere
l’elaborazione delle liste, aveva esteso le comunicazioni obbligatorie degli operatori
finanziari ai dati delle movimentazioni e agli importi delle operazioni, prevedendo
la facoltà in capo al direttore dell’Agenzia di allargare l’obbligo anche ad

ulteriori informazioni.

martedì 12 settembre 2017

Dicono, l'islam non è tutto uguale, c'è quello cattivo e quello moderato, è sbagliato, l'islam anche quello moderato, quando non gli conviene più esserti amico perchè vuole sottometterti, ti taglia la testa, ricordiamocelo.

A proposito di islam moderato.
I terroristi e i kamikaze, non ci ammazzano soltanto per il gusto d’ammazzarci.
Ci ammazzano per piegarci.
Cioè, per intimidirci, stancarci, scoraggiarci e ricattarci.
Il loro scopo non è riempire i cimiteri.
Non è distruggere i nostri grattacieli, le nostre torri di Pisa, le nostre Tour Eiffel,
le nostre cattedrali, (come avevano progettato a Barcellona, far saltare la
cattedrale de la Sagrada Famiglia), i nostri Davidi di Michelangelo, magari
queste sono casualità.
Ma lo fanno per distruggere la nostra anima, le nostre idee, i nostri sentimenti,
i nostri sogni, se ne abbiamo ancora.
È soggiogare di nuovo l’occidente.
È il vero volto dell’occidente che vogliono sottomettere,
non è l’America; è l’Europa.
Gli unici che non si rendono conto di tutto questo, sono i nostri politici in
generale, i nostri governanti, abbiamo visto le nostre donne istituzionali in
visita ai paesi islamici coprirsi il capo con il velo per rispetto, (non è rispetto,
è già sottomissione, o coprire le statue come fece Renzi a Roma), loro pensano
solo a riempirsi le tasche con i nostri soldi, o ad arrampicarsi al potere.
Ma purtroppo non sanno minimamente cosa vuol dire islam in generale, eppure,
basterebbe che chiedessero alla popolazione Bosniaca cosa hanno fatto gli
islamici chiamati moderati in tempi recenti, ci ricordiamo la guerra dei Balcani
dal 91 al 95, ora sono gli islamici al potere in Bosnia e i cristiani relegati in un
lembo di terra vicino al confine a sud con la Croazia.
Ecco quello che vogliono fare anche con noi, ricordiamocelo quando succederà,
e sarà presto se non cambiamo le nostre regole buoniste per convenienza.
Purtroppo gli unici che non capiscono o no vogliono capire, sono quei personaggi
incompetenti che ci governano, che addirittura in qualche dichiarazione elogiano
gli islamici, e queste sono proprio le donne che abbiamo al potere.
Mi chiedo, se non è possibile che non capiscano che se arriverà a comandare la
religione islamica, per loro donne ci sarà solo la sottomissione totale?
Saranno escluse dai palazzi del potere e ridotte a sguattere del potere, forse
solo allora apriranno gli occhi, ma sarà troppo tardi.


giovedì 7 settembre 2017

Ecco amici il racconto del povero ragazzo polacco, minorenni o no, perchè io non ci credo, queste sono le bestie che il nostro governo ci impone come richiedenti asilo, non ci stò, chi chiede aiuto e gli viene dato deve solo ringraziare e rispettare le nostre regole, e non ci stò neanche quando il governo mi dice che sono delle risorse per noi, perciò la colpa di tutto questo è del nostro governo, ed allora questo è uno stupro di stato legalizzato, non mi interessa se Facebook mi cancella il link, lo ha già fatto, io lo rimetto ancora perchè si sappia cosa abbiamo nella nostra Patria, solo bestiame.

Rimini, il polacco: "La faccia sbattuta sulla sabbia.
Vomitavo mentre mi picchiavano".
Il racconto choc del ragazzo pestato dal branco di immigrati mentre a turno
violentavano la ragazza: "La sentivo, diceva 'aiutami che questi mi uccidono'.
Io ho fatto finta di essere svenuto".
Claudio Cartaldo - Mer, 06/09/2017 - 10:16 commenta
Ogni verbale redatto dagli investigatori è un fiume di orrori.
Chissà quanto hanno sofferto i due polacchi e la trans peruviana nel ricordare
gli stupri perpetrati dal branco di immigrati a Rimini.
"Stupri ripetuti e doppia penetrazione".
Le violenze dei due fratelli di 15 e 17 anni, di Gurlain Butungu e del 16enne
nigeriano sono stati definiti dal Gip di una "scena agghiacciante".
E c'è da capire il giudice: basta leggere le carte delle deposizioni.
Il racconto più dettagliato è quello dei due amici polacchi.
Si trovavano sulla spiaggia, seduti sopra un telo da mare e bevevano
una bibita analcolica.
Poi, come riporta il Corrire, sono stati avvicinati da uno dei quattro componenti
del branco che gli chiede: "Where are you from?".
I due ragazzi, ignari, rispondono: "Poland".
Poi l'aggressore li invita a consegnargli il portafoglio ed altri oggetti preziosi,
i polacchi provano ad andarsene ma il ragazzo viene colpito in faccia da un pugno.
È il segnale del branco: il via libera alla barbarie.
"Dall’oscurità sono spuntate davanti a me tre persone che mi hanno immobilizzato
e buttato di schiena sulla sabbia-fa mettere a verbale la ragazza, come riportato
dal Corriere-Mi hanno colpita al volto, alla testa, sul corpo".
Tutto si svolge in 20 minuti.
Sembrano pochi, ma sono una eternità.
Per la ragazza sono venti minuti di stupri ripetuti, per il ragazzo di botte senza pietà.
"Mi tenevano per la gola quasi da strozzarmi, facendomi rimanere senza respiro",
racconta la ragazza come riportato dal Fatto.
Secondo il Gip è Butungu il primo a "impadronirsi per primo del corpo delle
giovani donne per dar sfogo ai propri bestiali istinti sessuali": "Mi dicevano in inglese
‘I kill you’-spiega la polacca-e sentivo che il mio amico veniva picchiato brutalmente".
Ed è qui che il racconto si fa raccapricciante.
Mentre a turno gli immigrati si alternavano nell'abusare della ragazza, uno a turno
tratteneva il giovane e lo pestava.
Il polacco ricorda così quei momenti: “Tre o quattro a turno si intercambiavano tra
loro nell’abusare di lei e nell’immobilizzare me”.
Poi è il Gip a spiegare nell'ordinanza cosa accade: “Mentre era immobilizzato a
terra tenuto da due persone con il viso sulla sabbia il giovane veniva perquisito alla
ricerca di telefono e portafogli, e colpito ripetutamente con calci in tutte le parti
del corpo e pure al capo con una bottiglia di vetro.
Sentiva la compagna chiedere aiuto dicendo che la stavano uccidendo e si rendeva
conto che veniva abusata sessualmente".
Anche per il ragazzo sono 20 minuti di inferno: “Veniva picchiato e trattenuto con
la forza e manifestava segni di sofferenza respiratoria e vomitava".
Il vomito rischiava di soffocarlo.
Gli avevano sbattuto la testa nella sabbia per impedirgli di reagire.
Mentre la giovane polacca lo implorava di "aiutarmi, altrimenti mi uccidono",
lui cerca un modo per non lasciarli la pelle: "La sentivo, diceva 'aiutami che
questi mi uccidono'.

Io ho fatto finta di essere svenuto e così loro si sono preoccupati che non fossi morto…".

Ecco la nuova mancetta del nostro grande governo, per le elezioni siciliane e le future elezioni politiche del 2017, sono come gli 80 € prima te li danno, poi finita la campagna te li tolgono per darli ai richiedenti asilo..

LA DISCRIMINAZIONE CONTRO GLI ITALIANI,
CITTADINI DI SERIE B IN PATRIA.
Il reddito d'inclusione?
Quasi nulla rispetto a quanto lo Stato spende per ogni immigrato:
1.050 euro mensili, 12.600 euro l'anno
Non ci vuole molto a capire lo scopo del "reddito d'inclusione" appena
varato dal governo Gentiloni.
Gli italiani sono ormai "scafati", infatti sui social circola questo semplice
promemoria: ad aprile 2014 viene approvato il Bonus degli 80 euro
e-guarda caso-a maggio c'erano le elezioni europee; a novembre 2016 arriva
il Bonus Giovani di 500 euro e-per una strana coincidenza-il 4 dicembre
successivo c'era il referendum costituzionale di Renzi; oggi si vara il "reddito
d'inclusione" che inizierà a gennaio 2018 e-curiosamente-a febbraio 2018 ci
saranno le elezioni.
Insomma è campagna elettorale.
Il Pd continua con la politica delle mance pre-elettorali, fatta però con
i soldi dei cittadini.
Paga sempre Pantalone.
Il lancio del "reddito d'inclusione" dovrebbe servire anche ad attutire
l'indignazione degli italiani per l'annunciata legge sullo "Ius soli", un'altra "sòla"
voluta per mettere il cappello sui voti degli stranieri diventati cittadini italiani.
Questa almeno è la "percezione" degli italiani.
Me lo ha fatto capire una lettrice, una brava signora che tira avanti con fatica
dovendo mantenere la famiglia.
Mi scrive: "Sarebbe interessante far notare ai nostri contatori di bufale… che
il reddito di inclusione, se venisse equiparato al costo giornaliero di un immigrato,
dovrebbe essere di 1050 euro mensili.
Sono 12.600 euro l'anno.
A me farebbero comodo. Che dice?
Italiani cittadini di serie B".
La signora, che pure è una donna educata e anche colta, non sa trattenere
l'indignazione: "il reddito di inclusione è una grandissima presa per il culo
degli italiani… giusto le briciole per far passare lo ius sola ed evitare la guerra civile.
Ma siamo già in piena guerra civile.
Non se ne accorge nessuno?".
In effetti-se ci si riflette-il ragionamento della signora è sensato.
Proviamo a mettere in fila alcune cifre partendo da quelle complessive: per
il "reddito di inclusione", di cui in realtà usufruirà solo un terzo delle famiglie
che hanno un reddito inferiore alla soglia di povertà, è stanziato quest'anno
1 miliardo e 700 milioni di euro.
Mentre-secondo il Documento Programmatico di bilancio presentato nell'aprile
scorso-il governo ritiene che nel 2017 le spese per il soccorso e l'accoglienza
dei migranti possono salire fino 4,6 miliardi di euro, che sarebbe un miliardo in
più rispetto a quanto si è speso nel 2016 (da "Il Sole 24 ore", 17 aprile 2017).
Dunque-se la matematica non è un'opinione-il governo spende, per gli stranieri
che accoglie e mantiene, quasi tre volte più di quanto spende per le famiglie
italiane più povere.
E i soldi che lo Stato spende per i migranti vengono anche dalle tasse pagate
dagli italiani più indigenti.
Il calcolo personale fatto dalla mia lettrice è plausibile: il costo del migrante
è di 35 euro al giorno per un adulto, 45 euro per i minorenni che effettivamente
fanno 1050 euro mensili per un adulto e 1350 per un minore (è il costo del
mantenimento del migrante, non uno stipendio di 35 euro, anche se c'è compreso
il cosiddetto "pocket money" per le sue spese quotidiane).
Mentre al povero italiano vanno 190 euro mensili, al massimo per 18 mesi.
La differenza tra 1050 euro mensili e 190 euro mensili è alquanto vistosa ed è
difficile che la gente non se ne accorga.
E' chiaro che se c'è una discriminazione è contro gli italiani.
Va pure detto che in realtà i costi complessivi dell'emigrazione, per l'Italia,
non sono neanche quantificabili completamente, perché si dovrebbero considerare
molti altri aspetti, ma resta il fatto che le spese per i migranti dello Stato italiano
sono molto alte, assai di più di quanto spenda per il cosiddetto "reddito di
inclusione" dei nostri indigenti.
CITTADINI DI SERIE B IN CASA LORO
Dunque gli italiani sono davvero cittadini di serie B in casa loro.
Le menti illuminate della Sinistra dicono che è aberrante mettere in contrapposizione
i poveri (cioè gli italiani poveri con i poveri migranti) e aggiungono-assurdamente-che
così si fomenta il razzismo.
Ma la concorrenza è nei fatti perché la coperta è sempre quella: se la si tira da
una parte si scopre quell'altra.
Lo fa capire efficacemente Milena Gabanelli che non è certo una leghista: "Le anime
belle parlano di frontiere aperte, ignorando che la frontiera aperta significa fine
del sistema del welfare.
E' questo che vogliamo?".
La Sinistra si rifiuta sempre di fare i conti con la realtà.
Preferisce vivere nel mondo dell'ideologia, che fa rima con ipocrisia e con demagogia.
In quel mondo si fa beneficienza con i soldi degli altri e per sentirsi buoni
e illuminati si predica accoglienza, ma si spediscono i migranti nella "disperata
periferia romana" del Tiburtino III e non a Capalbio o al quartiere Prati (trattando
poi da xenofoba o razzista la "plebe" dei quartieri popolari che deve convivere
con situazioni pesantissime).
Va anche detto che l'assistenzialismo del "reddito d'inclusione" (peraltro esiguo)
non risolve la povertà.
Lo Stato deve affrontarla anzitutto facilitando chi crea lavoro e ricchezza.
Si devono fare scelte di politica economica che sostengano il nostro sistema
produttivo cosicché si abbia la possibilità di mantenersi col proprio lavoro,
che è anche la cosa che ciascuno dignitosamente chiede (e che, peraltro,
sta scritta nell'articolo 1 della Costituzione).
Ma più del crollo del reddito degli italiani, il Pd si preoccupa del crollo dei
suoi voti, in effetti dopo le ferie tutti a capofitto a fare campagna elettorale.
Ascoltando le sparate di Renzi vengono i brividi; alle poche persone che
vanno ad ascoltarlo, promette i balocchi con i profumi, ma perché questi
balocchi e profumi non li ha dati in questi quasi 4 anni che è stato

presidente del consiglio?