Il teatrino dei
sondaggi e il paradosso di B:
i numeri che alimentano
la bufala “listone”
Sempre lui-L’ex
Caimano è debole, ma per statistici e giornalisti resta il centro
del mondo di Marco
Palombi
Il Fatto Quotidiano 10
settembre 2017
Silvio Berlusconi è stato il più
fedele utilizzatore (non finale) dell’espressione
“teatrino della politica”.
Un tempo ne era il capocomico in
virtù di un solido rapporto con milioni di elettori,
oggi–in mancanza di consensi–s’accontenta
di esserne uno dei personaggi in
cerca d’autore.
Ieri, per dire, ha lanciato la
sua ennesima offerta pubblica d’acquisto sul centrodestra
basata non si sa bene su cosa,
visto che alle ultime comunali Forza Italia è stata
surclassata dalla Lega e, in
qualche comune, pure da Fratelli d’Italia: “Nei prossimi
mesi ci attende una battaglia
durissima.
Forza Italia ha il compito di
guidarla, per tornare a governare, nel solco delle idee
del Partito popolare europeo, con
i nostri programmi liberali fondati sui nostri valori
cristiani”, ha scritto in
mattinata in un messaggio ai militanti emiliani del suo partito.
Parole che non saranno piaciute a
Matteo Salvini, che sobriamente definisce il
Ppe–non senza qualche ragione–“schiavo
della Merkel”, e dovrebbe essere il
principale alleato di Berlusconi.
Ma l’ex Cavaliere ieri era in una
delle giornate in cui si pensa “liberale”.
Nel pomeriggio, infatti, ha
spiegato che solo con un programma liberale si governa
e si danno risposte agli
italiani: “In questo centrodestra liberale ovviamente le
ragioni degli elettori della
destra avranno come sempre spazio e dignità”, ma solo
se la coalizione saprà
“dimostrare di essere al servizio dei cittadini delusi dalla politica,
e non delle strategie personali o
di partito di qualcuno”.
Che poi sarebbe sempre Salvini.
Questa storia del centrodestra è
una bolla speculativa giornalistica che non risparmia
nessuno e non manca di produrre
effetti paradossali.
In due autorevoli sondaggi usciti
negli ultimi due giorni (i titoli li vedete qui accanto)
si sostiene una volta che
“Berlusconi batte Salvini”, un’altra che “Salvini stacca
Berlusconi”; una volta che
“crescono M5S e Gentiloni”, un’altra che “il centrodestra
stacca Pd e M5S: quota 35% anche
col listone” (poi ci sarebbe anche quella
che “i 5 Stelle calano” e che
“l’aumento più netto è dei grillini” ma è un’altra faccenda).

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