venerdì 22 settembre 2017

Amici non dobbiamo più credere alle TV con i loro sondaggi, specialmente le TV di stato, perchè dicono quello che il grande capo gli fa più comodo.

Il teatrino dei sondaggi e il paradosso di B:
i numeri che alimentano la bufala “listone”
Sempre lui-L’ex Caimano è debole, ma per statistici e giornalisti resta il centro
del mondo di Marco Palombi
Il Fatto Quotidiano 10 settembre 2017
Silvio Berlusconi è stato il più fedele utilizzatore (non finale) dell’espressione
“teatrino della politica”.
Un tempo ne era il capocomico in virtù di un solido rapporto con milioni di elettori,
oggi–in mancanza di consensi–s’accontenta di esserne uno dei personaggi in
cerca d’autore.
Ieri, per dire, ha lanciato la sua ennesima offerta pubblica d’acquisto sul centrodestra
basata non si sa bene su cosa, visto che alle ultime comunali Forza Italia è stata
surclassata dalla Lega e, in qualche comune, pure da Fratelli d’Italia: “Nei prossimi
mesi ci attende una battaglia durissima.
Forza Italia ha il compito di guidarla, per tornare a governare, nel solco delle idee
del Partito popolare europeo, con i nostri programmi liberali fondati sui nostri valori
cristiani”, ha scritto in mattinata in un messaggio ai militanti emiliani del suo partito.
Parole che non saranno piaciute a Matteo Salvini, che sobriamente definisce il
Ppe–non senza qualche ragione–“schiavo della Merkel”, e dovrebbe essere il
principale alleato di Berlusconi.
Ma l’ex Cavaliere ieri era in una delle giornate in cui si pensa “liberale”.
Nel pomeriggio, infatti, ha spiegato che solo con un programma liberale si governa
e si danno risposte agli italiani: “In questo centrodestra liberale ovviamente le
ragioni degli elettori della destra avranno come sempre spazio e dignità”, ma solo
se la coalizione saprà “dimostrare di essere al servizio dei cittadini delusi dalla politica,
e non delle strategie personali o di partito di qualcuno”.
Che poi sarebbe sempre Salvini.
Questa storia del centrodestra è una bolla speculativa giornalistica che non risparmia
nessuno e non manca di produrre effetti paradossali.
In due autorevoli sondaggi usciti negli ultimi due giorni (i titoli li vedete qui accanto)
si sostiene una volta che “Berlusconi batte Salvini”, un’altra che “Salvini stacca
Berlusconi”; una volta che “crescono M5S e Gentiloni”, un’altra che “il centrodestra
stacca Pd e M5S: quota 35% anche col listone” (poi ci sarebbe anche quella

che “i 5 Stelle calano” e che “l’aumento più netto è dei grillini” ma è un’altra faccenda).

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