lunedì 18 settembre 2017

Eccovi il problema dei grandi evasori, il controllo bloccato da chi governa, perchè? Forse per aiutare amici e parenti, poi sono implacabili con i normali cittadini, dove ti controllano anche quando vai al cesso, o magari ti spediscono cartelle false, questa è come funziona la giustizia in Italia, Fa letteralmente schifo, ricordatevi amici quando si andrà a votare.

La Corte dei Conti accusa: “I grandi evasori al sicuro”.
Controlli al palo-L’anagrafe dei rapporti finanziari inutilizzata da 26 anni
e il governo Renzi ha abolito le liste selettive dei sospetti su cui indagare.
di Luciano Cerasa
Il Fatto Quotidiano 10 settembre 2017
Doveva essere uno dei principali strumenti messi a disposizione degli 007 del
fisco per la caccia ai grandi evasori.
Ma l’archivio dei rapporti finanziari intrattenuti da società e persone fisiche
con gli intermediari come banche, poste, società di gestione del risparmio,
costola dell’anagrafe tributaria, dal 1991 non è mai decollata.
Anzi secondo l’accusa messa nero su bianco dalla Corte dei Conti in una
deliberazione del 26 luglio scorso, la legge è stata sistematicamente disapplicata
da 26 anni dall’Agenzia delle Entrate, ignorata dal ministero dell’Economia e
sabotata dai governi di turno, impedendo di fatto anche di relazionare alle Camere,
come previsto dalla norma.
L’ultimo atto è contenuto nella legge di Stabilità 2015 del governo Renzi, che
ha abolito anche l’obbligo per le Entrate di estrarre liste selettive dei grandi evasori
su cui indagare, seppure in base agli scarsi e lacunosi dati contenuti nell’archivio.
La relazione della Corte è una vera e propria requisitoria, dove si colpevolizza
perfino l’assenza del ministero dell’Economia alla sessione dove è stata presentata.
Dall’istruttoria e dall’elaborazione dei dati raccolti, spiega il relatore consigliere
Bruno Domenico Tridico, sono emersi anzitutto i “gravi ritardi” nella realizzazione
dell’Anagrafe.
Prevista fin dal 1991, doveva attivarsi con un decreto ministeriale da emanare entro
sessanta giorni.
Ma nonostante prevedesse esclusivamente la raccolta dei dati anagrafici, il decreto è
stato adottato dieci anni dopo e non ha mai trovato concreta attuazione.
L’Anagrafe dei rapporti finanziari è divenuta effettivamente operativa ed accessibile
solo nel 2009, ma non basta.
Ben più grave “è il suo concreto ed effettivo utilizzo per la lotta all’evasione, per
il quale deve rilevarsi una grave inadempienza dell’Agenzia, che non ha mai
elaborato le previste liste selettive né, successivamente, le analisi del rischio
evasione e, di conseguenza, non ha potuto riferire alle Camere sui risultati nella
lotta all’evasione derivanti dall’utilizzo dell’Anagrafe” come previsto dalla legge,
accusa la Corte dei Conti.
Un approccio doppiamente colpevole e omissivo, visto che la norma nel prevedere
l’elaborazione delle liste, aveva esteso le comunicazioni obbligatorie degli operatori
finanziari ai dati delle movimentazioni e agli importi delle operazioni, prevedendo
la facoltà in capo al direttore dell’Agenzia di allargare l’obbligo anche ad

ulteriori informazioni.

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