“Ecco perché integrare l’islam resta
soltanto un’illusione”
Il professore Giovanni Sartori
spiegava così i pericoli che
incombono sull’Occidente: “Siamo
sottoposti a un’invasione”
Luigi Mascheroni – Mercoledì 5
aprile 2017
L’ultima intervista al “Giornale”
Giovanni Sartori, fiorentino, 91
anni (quasi 92), considerato fra i
massimi esperti di scienza politica
a livello internazionale, da anni è
attento osservatore dei temi-chiave
di oggi: immigrazione, Islam, Europa.
Professore su queste parole si
gioca il nostro futuro.
«Su queste parole si dicono molte
sciocchezze».
Su queste parole, in Francia,
intellettuali di sinistra ora cominciano
a parlare come la destra.
Dicono che il multiculturalismo è
fallito, che i flussi migratori dai
Paesi musulmani sono insostenibili,
che l’Islam non può integrarsi
con l’Europa democratica.
«Sono cose che dico da decenni».
Anche lei parla come la destra?
«Non mi importa nulla di destra e
sinistra, a me importa il buonsenso.
Io parlo per esperienza delle cose,
perché studio questi argomenti da
tanti anni, perché provo a capire i
meccanismi politici, etici e economici
che regolano i rapporti tra Islam e
Europa, per proporre soluzioni al
disastro in cui ci siamo cacciati».
Quale disastro?
«Illudersi che si possa integrare
pacificamente un’ampia comunità
musulmana, fedele a un monoteismo
teocratico che non accetta di
distinguere il potere politico da
quello religioso, con la società
occidentale democratica.
Su questo equivoco si è scatenata
la guerra in cui siamo».
Perché?
«Perché l’Islam che negli ultimi
venti/trent’anni si è risvegliato in
forma acuta-infiammato, pronto a
farsi esplodere e assistito da nuove
tecnologie sempre più pericolose-è
un Islam incapace di evolversi.
È un monoteismo teocratico fermo al
nostro Medioevo.
Ed è un Islam incompatibile con il
monoteismo occidentale.
Per molto tempo, dalla battaglia di
Vienna in poi, queste due realtà
si sono ignorate.
Ora si scontrano di nuovo».
Perché non possono convivere?
«Perché le società libere, come
l’Occidente, sono fondate sulla
democrazia, cioè sulla sovranità
popolare.
L’Islam invece si fonda sulla
sovranità di Allah.
E se i musulmani pretendono di
applicare tale principio nei Paesi
occidentali il conflitto è
inevitabile».
Sta dicendo che l’integrazione per
l’islamico è impossibile?
«Sto dicendo che dal 630 d.C. in
avanti la Storia non ricorda casi in cui
l’integrazione di islamici
all’interno di società non-islamiche sia riuscita.
Pensi all’India o all’Indonesia».
Quindi se nei loro Paesi i
musulmani vivono sotto la sovranità di Allah
va tutto bene, se invece...«...se
invece l’immigrato arriva da noi e
continua ad accettare tale
principio e a rifiutare i nostri valori
etico-politici significa che non
potrà mai integrarsi.
Infatti in Inghilterra e Francia ci
ritroviamo una terza generazione
di giovani islamici più fanatici e
incattiviti che mai».
Ma il multiculturalismo...
«Cos’è il multiculturalismo? Cosa
significa?
Il multiculturalismo non esiste.
La sinistra che brandisce la parola
multiculturalismo non sa cosa
sia l’Islam, fa discorsi da
ignoranti. Ci pensi.
I cinesi continuano a essere cinesi
anche dopo duemila anni,
e convivono tranquillamente con le
loro tradizioni e usanze
nelle nostre città.
Così gli ebrei.
Ma i musulmani no.
Nel privato possono e devono
continuare a professare la propria religione,
ma politicamente devono accettare
la nostra regola della sovranità
popolare, altrimenti devono
andarsene».
Se la sente un benpensante di
sinistra le dà dello xenofobo.
«La sinistra è vergognosa.
Non ha il coraggio di affrontare il
problema.
Ha perso la sua ideologia e per
fare la sua bella figura progressista
si aggrappa alla causa deleteria
delle porte aperte a tutti.
La solidarietà va bene. Ma non
basta».
Cosa serve?
«Regole. L’immigrazione verso
l’Europa ha numeri insostenibili.
Chi entra, chiunque sia, deve avere
un visto, documenti regolari,
una identità certa.
I clandestini, come persone che
vivono in un Paese illegalmente,
devono essere espulsi.
E chi rimane non può avere diritto
di voto, altrimenti i musulmani
fondano un partito politico e con i
loro tassi di natalità micidiali
fra 30 anni hanno la maggioranza
assoluta.
E noi ci troveremo a vivere sotto
la legge di Allah.
Ho vissuto trent’anni negli Usa.
Avevo tutti i diritti, non quello
di voto. E stavo benissimo».
E gli sbarchi massicci di immigrati
sulle nostre coste?
«Ogni emergenza ha diversi stadi di
crisi.
Ora siamo all’ultimo, lo stadio
della guerra-noi siamo gli aggrediti,
sia chiaro-e in guerra ci si
difende con tutte le armi a disposizione,
dai droni ai siluramenti».
Cosa sta dicendo?
«Sto dicendo che nello stadio di
guerra non si rispettano le
acque territoriali.
Si mandano gli aerei verso le coste
libiche e si affondano i barconi
prima che partano.
Ovviamente senza la gente sopra.
È l’unico deterrente all’assalto
all’Europa.
Due-tre affondamenti e
rinunceranno.
Così se vogliono entrare in Europa
saranno costretti a cercare altre
vie ordinarie, più controllabili».
Se la sente uno di quegli
intellettuali per i quali la colpa è sempre
dell’Occidente...
«Intellettuali stupidi e
autolesionisti.
Lo so anch’io che l’Inquisizione è
stata un orrore.
Ma quella fase di fanatismo
l’Occidente l’ha superata da secoli.
L’Islam no.
L’Islam non ha capacità di
evoluzione.
È, e sarà sempre, ciò che era dieci
secoli fa.
È un mondo immobile, che non è mai
entrato nella società industriale.
Neppure i Paesi più ricchi, come
l’Arabia Saudita.
Hanno il petrolio e tantissimi
soldi, ma non fabbricano nulla,
acquistano da fuori qualsiasi
prodotto finito.
Il simbolo della loro civiltà,
infatti, non è l’industria, ma il mercato, il suq».
Si dice che il contatto tra civiltà
diverse sia un arricchimento per entrambe.
«Se c’è rispetto reciproco e la
volontà di convivere sì.
Altrimenti non è un arricchimento,
è una guerra.
Guerra dove l’arma più potente è
quella demografica, tutta a loro favore».
E l’Europa cosa fa?
«L’Europa non esiste.
Non si è mai visto un edificio
politico più stupido di questa Europa.
È un mostro.
Non è neppure in grado di fermare
l’immigrazione di persone che
lavorano al 10 per cento del costo
della manodopera europea,
devastando l’economia continentale.
Non è questa la mia Europa».
Qual è la sua Europa?
«Un’Europa confederale, composta
solo dai primi sei/sette stati membri,
il cui presidente dev’essere anche
capo della Banca europea così da
avere sia il potere politico sia
quello economico-finanziario, e una
sola Suprema corte come negli Usa.
L’Europa di Bruxelles con 28 Paesi
e 28 lingue diverse è un’entità morta.
Un’Europa che vuole estendersi fino
all’Ucraina... Ridicolo.
Non sa neanche difenderci dal
fanatismo islamico».
Come finirà con l’Islam?
«Quando si arriva all’uomo-bomba,
al martire per la fede che si fa
esplodere in mezzo ai civili,
significa che lo scontro è arrivato
all’entità massima».
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