sabato 29 aprile 2017

Un'ulteriore conferma del busness dei migranti e il nostro Governo naturalmente, tace, mah!

Migranti arrivati a Pasqua: ‘I trafficanti
volevano una strage per fare
pressione sull’Italia’
Silenzi e Falsità APRILE 29, 2017
Agli scafisti fa comodo che ogni tanto avvenga una strage in mare in
modo da far pressione sugli europei e sull’Italia.
E’ quanto afferma il dottor Paolo Narcisi, presidente Rainbow for Africa,
una piccola ong piemontese.
Secondo Narcisi, intervistato da La Stampa, facendo l’esempio dei 
migranti arrivati a Pasqua.
Di seguito uno stralcio della sua intervista al quotidiano torinese: “Non
escludo che sia accaduto qualcosa del genere anche il giorno di Pasqua.
Sabato hanno fatto partire quattromila persone; le navi più grandi hanno
fatto il pieno e si sono mosse verso l’Italia.
In zona erano rimaste tre barche piccole.
Eppure domenica gli scafisti hanno mandato avanti altre duemila persone.
Ma su Juventa possono salire al massimo in quattrocento, altri milleseicento
restavano aggrappati ai gommoni.
E intanto il mare diventava burrascoso.
Sono state ore tragiche.
La Guardia costiera italiana, di cui dobbiamo essere orgogliosi, ha fatto miracoli.
È stata dirottata in zona una petroliera che s’è messa di traverso e ha fatto
da scudo contro le onde.
Poi sono arrivati pescherecci e mercantili.
E quella gente è stata salvata”.
Narcisi ha poi aggiunto che “ormai i libici non usano più barconi e solo
gommoni di pessima qualità” e se le navi delle ONG non stazionassero
al limite delle acque territoriali i migranti sarebbero mandati a morire.
Narcisi sostiene la denuncia del pm Zuccaro e ha negato che ci siano
contatti tra la sua ONG e gli scafisti: “Conosciamo il procuratore
Carmelo Zuccaro e sappiamo che è una persona seria.
Se ha detto certe cose, ci costringe a interrogarci.
Noi siamo a sua disposizione.
Mai i nostri satellitari sono stati contattati da scafisti libici.
La Juventa non stacca mai i suoi apparati che mandano la posizione ogni
ora alla centrale operativa di Roma.
Abbiamo preteso dal nostro partner tedesco che la nave non prenda
iniziative personali.
Come da ultime indicazioni della Guardia costiera, abbiamo anche arretrato
il nostro raggio di azione nelle acque internazionali, in modo da non entrare
in acque libiche neppure per errore”.


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