sabato 29 aprile 2017

Non disturbiamo il Governo per il caso ong, è impegnato per i suoi interessi personali.

Sabato 29 aprile 2017
Travaglio svergogna i politici sul
caso ONG: "Sembrano cretini da bar"
(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano)
In questa politica di cretini da bar sport, dove ogni problema serio diventa
subito un derby tra partito dei vaccini e partito dei virus, partito delle guardie
e partito dei ladri, partito dell’Europa e il partito anti-Europa, ora abbiamo
pure il partito delle Ong e il partito degli affogatori, cui corrispondono il
partito della Procura di Catania e il partito anti.
Mai che i nostri politici riescano a prendere una posizione equilibrata a
partire dai fatti (come ha fatto ieri anche l’Osservatore Romano) e ad
agire di conseguenza.
Le organizzazioni non governative sono impegnate in una gran varietà di
attività, spesso supplendo alle lacune e alle latitanze dei governi.
I quali sono ben felici di finanziarle per fare i lavori, spesso ingrati,
che essi non possono o non vogliono fare.
Tra questi, il salvataggio dei migranti nel Mediterraneo che, dopo la frettolosa
chiusura di Mare Nostrum a vantaggio dello sciagurato Frontex, è stato
sottratto per motivi di bilancio ai governi ed esternalizzato: cioè subappaltato
alle Ong, con le Guardie costiere ridotte a dirigere il traffico.
Tra le Ong c’è di tutto: organizzazioni serie e meritorie, come Medici
senza frontiere, Save the children e molte altre, e qualche congrega di
furbastri che nessuno può escludere si tuffino a capofitto nel business dei
migranti per marciarci e mangiarci, magari in combutta con gli
scafisti–scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di
oggi 29 aprile 2017, dal titolo “Il derby dei cretini”.
È già accaduto con le cooperative “sociali” incistate nel lucrosissimo
giro dei centri di accoglienza: una gallina dalle uova d’oro che, secondo
le accuse della Procura di Roma (confermate da confessioni, condanne
e patteggiamenti), consentiva ai soliti noti di “trarre profitti illeciti immensi”.
Lo diceva alla sua segretaria, nei suoi karaoke telefonici, il ras della
coop rosso-nera 29 Giugno, Salvatore Buzzi: “Tu c’hai idea quanto ce
guadagno sugli immigrati?
Il traffico di droga rende meno”.
Se questo avveniva a valle, dopo l’arrivo dei migranti sul suolo italiano,
non ci sarebbe nulla da meravigliarsi se avvenisse anche a monte, durante
il trasporto dei disperati dalla costa libica alla nostra.
È quello che ipotizza la Procura di Catania (ma anche di Trapani e altre
città siciliane), divulgate dal capo Carmelo Zuccaro.
Il quale dispone anche di intercettazioni dei nostri servizi segreti, legittime
per legge a scopo preventivo, ma inutilizzabili (non essendo disposte da
un giudice) a fini processuali.
Per questo il procuratore ne ha parlato, senza violare alcun segreto
investigativo–pare non ci siano indagati e, anche se ci fossero, non sono stati
rivelati–nell’ambito della doverosa “leale collaborazione fra poteri dello Stato”.
Quando un pm scopre una grave disfunzione amministrativa o un fenomeno
che può danneggiare lo Stato, è bene che lo segnali alle autorità politiche
che possono intervenire: poi, per gli eventuali reati, vedrà lui.
I tempi, gli ambiti e i poteri della giustizia penale sono del tutto
incompatibili col pronto intervento su un pericolo incombente.
Se un vigile nota un’auto in divieto di sosta che sta bruciando accanto a
una pompa di benzina, anziché perder tempo a compilare la multa chiama
i pompieri per spegnere l’incendio.
Idem per l’allarme di Zuccaro, pienamente giustificato dal potenziale
pericolo, anzitutto per la vita dei migranti: se lo scafista sa di poterli rifilare
dopo qualche chilometro alla nave di un’Ong, userà natanti sempre più
insicuri e adotterà ancor meno precauzioni per la loro incolumità.
Il tutto approfittando di quel gigantesco Far West che è il Mediterraneo,
terra di tutti e di nessuno per l’inerzia dei governi europei e dell’inesistenza
di quello libico (il regime-fantoccio di Serraj tenuto in piedi dalla finzione
internazionale e neppure in grado di stipendiare la sua guardia costiera,
che sbarca il lunario nei modi più strani).
Se poi risulta da intercettazioni (utilizzabili o meno conta poco: contano
i fatti) che alcune Ong e alcuni scafisti comunicano telefonicamente per
passarsi la staffetta, parlare di accuse e sospetti infondati è ridicolo.
Così come aprire pratiche al Csm sul magistrato che lancia l’Sos, invitarlo
a “parlare con gli atti” (campa cavallo), accusarlo di criminalizzare le Ong,
cioè intimargli il silenzio per continuare a ignorare il problema.
Delle due l’una: o Zuccaro è un folle che s’inventa fatti inesistenti, e allora
il Csm che l’ha appena nominato procuratore di Catania dovrebbe trasferirsi
in blocco in un reparto psichiatrico assieme a lui; oppure qualcuno dovrebbe
occuparsi dei fatti che denuncia.
Non delle ipotesi di reato, che spetterà ai giudici valutare.
Ma di un fenomeno preoccupante in cui s’è imbattuto nelle sue indagini,
ma che non spetta a lui bloccare.
Le Ong (a parte quelle che si scoprissero implicate in traffici o finanziamenti
criminali) si propongono di salvare vite a ogni costo, anche a costo di violare
qualche regola.
Specialmente quelle composte da medici, che rispondono al giuramento
di Ippocrate prim’ancora che al Codice penale.
Ma gli Stati e i governi (stavamo per dire l’Europa, poi ci è scappato da
ridere) devono fare le leggi e poi farle rispettare.
E la gestione di migrazioni bibliche da un capo all’altro del Mediterraneo
spetta a loro, non a organizzazioni benemerite finché si vuole, ma pur
sempre private.
C’è un Parlamento? Indaghi.
Abbiamo un governo? Acquisisca gli elementi dei suoi servizi segreti, se
non vuole ascoltare i pm (peraltro già auditi a Catania da una delegazione
del Parlamento Ue) e agisca di conseguenza, (purtroppo però, il nostro
Governo deve fare la corsa delle primarie del PD, perciò, non ha tempo
per queste cose, ma neanche per le altre.
Corridoi umanitari? Ritorno a Mare Nostrum?
Taglio dei fondi alle Ong opache?
Centri di raccolta e smistamento dei profughi sulle coste libiche cogestiti
da Tripoli e Roma?
Decidano loro: li paghiamo apposta.
Ma, se un pm indica la luna in fondo al mare, non provino più a

mozzargli il dito.

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