venerdì 7 aprile 2017

Forse qualche cosa si muove nel Governo

BLITZ IN COMMISSIONE SENATO, ELEGGONO A SORPRESA TORRISI. ALFANO LO ESPELLE DEL PARTITO
I media hanno criticato i 5 Stelle per il caso di Genova, dove la candidata
vincitrice delle primarie online del M5S è stata sospesa dopo il voto.
Quando a espellere sono gli altri, però, il “cane da guardia” dei cittadini
diventa all’improvviso un agnellino, e non ci racconta ad esempio
dell’espulsione di Salvatore Torrisi da Alternativa Popolare, il “nuovo”
partito di Angelino Alfano.
Torrisi, fino all’altro giorno, nessuno sapeva chi fosse.
È balzato due giorno fa all’onore della cronaca perché eletto a sorpresa
come presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato,
battendo il candidato piddino Pagliari.
Alfano ha chiesto subito a Torrisi di dimettersi, ma quest’ultimo, 
racconta Libero, ha “fatto sapere che lui col cavolo che si sarebbe dimesso”.
E Allora Alfano lo ha espulso: “Prendo atto della scelta del senatore Torrisi.
Amen. Ha scelto la sua strada.
La nostra è diversa: il senatore Torrisi non rappresenta Ap al vertice
della commissione Affari costituzionali,” ha detto il ministro degli Esteri.
Torrisi ha replicato così: “Sono preoccupato per Alfano.
Manco il partito comunista sovietico faceva queste cose.
Se mi fossi dimesso ieri, oggi non saremmo riusciti a chiudere la
discussione generale sul decreto sicurezza e a fissare il termine per
gli emendamenti. Io lavoro per le istituzioni”.
Elezione Torrisi, Renzi: “Crisi di Governo?
Sono parole che non voglio sentire pronunciare”
Leggiamo su Il Tempo: “Nessuna crisi di Governo.
“Sono parole che non voglio sentire pronunciare”, Matteo Renzi
sceglie di abbassare i toni il giorno dopo l’elezione di Salvatore Torrisi
a presidente della commissione Affari costituzionali.
Quanto accaduto in Senato rimane per l’ex premier, un episodio “grave
e profondamente antipatico, ma, almeno per questa volta–scherza un
parlamentare a lui vicino–evitiamo di contattare le Nazioni unite”.
All’ex segretario, viene raccontato, forte e chiaro è arrivato il messaggio
del Quirinale, che non ha gradito il fatto di essere chiamato in causa per
dinamiche strettamente parlamentari e i modi “quasi grillini” utilizzati per farlo.
Con una telefonata già nella giornata di ieri, spiegano fonti dem,
il Capo dello Stato avrebbe bloccato ogni richiesta ufficiale di incontro
da parte del Pd, richiesta che sarebbe stata “irricevibile”.”


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