BLITZ IN COMMISSIONE
SENATO, ELEGGONO A SORPRESA TORRISI. ALFANO LO ESPELLE DEL PARTITO
I media hanno criticato i 5 Stelle per il caso di Genova, dove la candidata
vincitrice delle primarie online del M5S è stata sospesa dopo il voto.
Quando a espellere sono gli altri, però, il “cane da guardia” dei cittadini
diventa all’improvviso un agnellino, e non ci racconta ad esempio
dell’espulsione di Salvatore Torrisi da Alternativa Popolare, il “nuovo”
partito di Angelino Alfano.
Torrisi, fino all’altro giorno, nessuno sapeva chi fosse.
È balzato due giorno fa all’onore della cronaca perché eletto a sorpresa
come presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato,
battendo il candidato piddino Pagliari.
Alfano ha chiesto subito a Torrisi di dimettersi, ma quest’ultimo,
racconta Libero, ha “fatto sapere che lui col cavolo che si sarebbe dimesso”.
Amen. Ha scelto la sua strada.
La nostra è diversa: il senatore Torrisi non rappresenta Ap al vertice
della commissione Affari costituzionali,” ha detto il ministro degli
Esteri.
Torrisi ha replicato così: “Sono preoccupato per Alfano.
Manco il partito comunista sovietico faceva queste cose.
Se mi fossi dimesso ieri, oggi non saremmo riusciti a chiudere la
discussione generale sul decreto sicurezza e a fissare il termine per
gli emendamenti. Io lavoro per le istituzioni”.
Elezione Torrisi, Renzi: “Crisi di
Governo?
Sono
parole che non voglio sentire pronunciare”
Leggiamo su Il Tempo: “Nessuna
crisi di Governo.
“Sono parole che non
voglio sentire pronunciare”, Matteo Renzi
sceglie di abbassare i
toni il giorno dopo l’elezione di Salvatore Torrisi
a presidente della
commissione Affari costituzionali.
Quanto accaduto in
Senato rimane per l’ex premier, un episodio “grave
e profondamente
antipatico, ma, almeno per questa volta–scherza un
parlamentare a lui
vicino–evitiamo di contattare le Nazioni unite”.
All’ex segretario,
viene raccontato, forte e chiaro è arrivato il messaggio
del Quirinale, che non
ha gradito il fatto di essere chiamato in causa per
dinamiche strettamente
parlamentari e i modi “quasi grillini” utilizzati per farlo.
Con una telefonata già
nella giornata di ieri, spiegano fonti dem,
il Capo dello Stato
avrebbe bloccato ogni richiesta ufficiale di incontro
da parte del Pd,
richiesta che sarebbe stata “irricevibile”.”

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