Traffico di rifiuti a
Firenze, indagati i “Matteo boys”
Maggio 12, 2017
I media mainstream scrivono fiumi
di parole sulla situazione rifiuti a Roma,
Vespa farcisce i suoi servizi di
immagini fake per distorcere le notizie, il Tg5
rilancia la bufala del topo che
mangia il panino al bar di Fiumicino.
Le altre città d’Italia come se
la passano invece?
Non benissimo, a giudicare da
certe notizie che ovviamente non troveranno
spazio nei TG.
Ecco cosa è successo a Firenze,
città governata dal Pd di Nardella, nella
gestione dei rifiuti.
Accuse a tre dirigenti
dell’azienda pubblica Alia fra cui il supermanager
riconfermato da Nardella.
Come scrive Fabrizio Boschi sul
Giornale: “L’odore di marcio non proviene
solamente da Banca Etruria.
C’è puzza anche in altri ambienti
legati al Giglio magico, i soliti amici
degli amici che si spartiscono
poltrone in tutta Italia”.
Si legge: “Altri sei di loro sono
finiti nel registro degli indagati.
E, trattandosi di marcio appunto,
questa volta i problemi nascono dall’azienda
che gestisce i rifiuti di mezza
Toscana, Alia Spa, 100% pubblica, rifondata
fresca fresca il 20 marzo scorso
dalle ceneri dell’ex Quadrifoglio e in nemmeno
due mesi già finita in procura.
L’inchiesta riguarda la gestione
dei rifiuti riciclabili: i carabinieri hanno
perquisito la sede di Alia a
Firenze e sequestrato molta documentazione.
Indagati per abuso d’ufficio e
traffico illecito di rifiuti, l’ad di Alia,
Livio Giannotti, l’ingegner
Franco Cristo, responsabile degli impianti di
trattamento, il responsabile
dell’impianto di San Donnino, due capi turno
e una dipendente che gestisce la
raccolta e lo smaltimento.
Le indagini sono partite da
un’altra inchiesta del giugno 2015, per il mancato
controllo sui rifiuti metallici
raccolti da Quadrifoglio.
Tre le persone allora indagate:
il presidente e ad di Quadrifoglio, Giorgio Moretti,
ancora Livio Giannotti e ancora
Franco Cristo”.
Tanto per capirci, Alia
(presieduta da Paolo Regini, ex di Publiacqua,
la società dove Maria Elena
Boschi sedeva nel cda) è la quinta azienda
d’Italia del settore rifiuti nata
in seguito alla fusione di Quadrifoglio,
che gestiva la raccolta dei
rifiuti a Firenze, Asm di Prato, Publiambiente
di Empoli e Cis, di proprietà dei
Comuni di Agliana, Montale e Quarrata,
tutti in provincia di Pistoia.
Serve 49 comuni e un milione e
mezzo di abitanti, raccoglie ogni anno
823mila tonnellate di rifiuti, ci
lavorano 1.800 dipendenti e ha un fatturato
di 225 milioni annui.
E quando girano tanti soldi,
chissà come mai, c’è sempre di mezzo il Giglio magico.
Livio Giannotti, 61 anni, è il
deus ex machina del Pd nel mondo dei rifiuti,
l’uomo che i poteri forti toscani
hanno voluto a capo del nuovo soggetto che
amministra milioni di euro e che
dovrà gestire il nuovo inceneritore.
Laureato in Economia con Mario
Draghi (attuale presidente della Bce),
in 20 anni ha accumulato 23
poltrone di alto livello, anche nel cda di Mps,
dal 2001 al 2005.
C’era già con il sindaco di
Firenze Leonardo Domenici, confermato in
Quadrifoglio da Renzi e poi
Nardella, per 172mila euro all’anno.
«Siamo persone oneste, che fanno
bene il loro dovere», replica Giannotti.
Certo, in particolar modo, per le
vostre tasche.
Giorgio Moretti, fondatore e ad
del gruppo Dedalus, leader in Italia nella
produzione di software in ambito
sanitario e clinico (dieci sedi, 550 addetti,
50 milioni di fatturato) e
proprietario delle esclusive palestre Klab di Firenze.
Quando Renzi è diventato sindaco,
Moretti è diventato presidente della
Quadrifoglio e appare tra i
finanziatori della campagna di Matteo del 2009.
Capito la storia del quadrilatero
Toscano?
Poi quelli del PD ci dicono che
dobbiamo copiare il modello Toscano, certo,
c’è un problema però, se tutti in
Italia copiano il modello Toscano, dobbiamo
chiedere alle nazioni confinanti di
affittarci delle carceri.

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