lunedì 29 maggio 2017

Si continua con gli intrallazzi del ministro Lotti ma nessuno ne parla, Lotti non è un ministro ma un affarista economico ladro.

Domenica 28 maggio 2017
"La famiglia del ministro Luca Lotti ha incassato
i 450.000 euro della fideiussione di Consip".
Nuova bufera per il galoppino di Renzi
(Giacomo Amadori per la Verità)
Quando il commissario giudiziale ha pronunciato la domanda, l’ imprenditore
renziano è rimasto a bocca aperta: «Non è che la famiglia del ministro
Luca Lotti ha incassato i 450.000 euro della fideiussione d’ accordo con lei
e poi ve li siete spartiti?».
A stupirsi, raccontano a Rignano sull’ Arno, cuore geografico del renzismo,
è stato Andrea Bacci, solido imprenditore nel settore degli articoli in pelle e
del lusso, un pò meno fortunato con l’edilizia, conosciuto ai più per lo stretto
legame con la famiglia Renzi e in particolare con l’ex premier Matteo, di cui
è stato pure uno stretto collaboratore, nonché fundraiser con la fondazione Big Bang.
A gennaio il suo nome era finito sulle prime pagine dei giornali quando un creditore
insoddisfatto fece esplodere alcuni colpi di pistola contro la sua auto e l’insegna
di una delle sue azienda.
IL TERRENO DEL NONNO
I parenti di Lotti hanno scelto una strada meno scivolosa per rientrare da un credito:
ritirare la garanzia per la mancata consegna di uno degli appartamenti che la
Samminiatello Srl controllata al 100% dalla Coam Srl di Bacci, stava costruendo
su un loro vecchio terreno a Montelupo fiorentino (Firenze).
Una mossa legittima che però è finita sotto osservazione nel procedimento per
il fallimento della stessa Samminiatello.
Infatti, in caso di bancarotta, qualcuno potrebbe chiedere conto ai Lotti
dell’arricchimento ottenuto a scapito di un’ azienda in difficoltà.
Nel 2013 la Samminiatello aveva acquistato il terreno che fu di nonno Gelasio Lotti
a 850.000 euro, circa un terzo di quello che, a oggi, i costruttori, nella più rosea
delle previsioni, potrebbero immaginare di guadagnare, vendendo i nove
appartamenti in fase di esecuzione.
Un prezzo certamente di favore se si pensa che normalmente i terreni vengono
ceduti, quando va bene, a un sesto del valore di mercato del terreno edificato,
ma possono essere pagati anche un decimo.
Di quegli 850.000 euro 450.000 vennero coperti con la permuta di un appartamento
di 170 metri quadrati, garantita da una fideiussione della Assicurazioni Generali
e controgarantita dalla Coam.
LA POLIZZA
Nell’ ottobre scorso la Procura di Firenze ha presentato istanza di fallimento nei
confronti della Coam, finita in stato di crisi, e pochi giorni prima di Natale la
famiglia Lotti ha chiesto di incassare, riuscendoci in meno di un mese, la polizza
da 450.000 euro.
Un’escussione ottenuta a velocità record, considerando i tempi medi che devono
aspettare normalmente i possessori di fideiussioni a garanzia.
Ma la riscossione della polizza avrebbe determinato lo stato di insolvenza
della Samminiatello.
Secondo i legali della società se i Lotti non fossero passati all’ incasso,
probabilmente i pm non avrebbero sollecitato il fallimento della società.
In effetti il principale creditore, la banca Tercas (oggi Banca Popolare di Bari),
quella che aveva concesso il mutuo, utilizzato solo parzialmente, per realizzare
il comprensorio, non aveva ancora chiesto il rientro alla Samminiatello
nonostante il ritardo nei lavori.
Al contrario i Lotti hanno pensato di mettere al sicuro il loro investimento,
senza preoccuparsi di mandare a fondo l’amico di famiglia dei Renzi, nonché
ristrutturatore della villa dell’ ex premier.
Infatti la Generali ha subito chiesto alla Coam la restituzione del mezzo
milione discusso.
LO SGARBO
Però Bacci, che tanti soldi ha perso con la sua attività politica e con il suo
generoso sostegno alla scalata dell’ex Rottamatore, lo sgarbo di Lotti, che
considerava quasi un figlio, proprio non l’ha mandato giù.
Per questo, giurano gli amici e i professionisti che lo assistono, non ha nessuna
intenzione di ripianare il rosso della Samminiatello, evitandole il crac, salvo
ovviamente far tutto il possibile per aiutare i creditori.
Se fallimento sarà, a pagarne le conseguenze, è il ragionamento dell’ imprenditore,
non può essere lui solo.
Nel frattempo lo studio Galeotti Flori che assiste Bacci in questa corsa contro
il tempo (la decisione del Tribunale sul fallimento è prevista a giugno) ha bussato
a denari a casa Lotti, chiedendo agli avvocati della controparte di rinunciare a una
parte del guadagno ottenuto con la polizza e per la precisione a 100.000 euro che
verrebbero utilizzati per favorire accordi di ristrutturazione del debito con la
compagnia assicuratrice e per convincere la banca a completare l’ intervento
edilizio evitando di lasciare sul territorio un’ opera incompiuta.
Sembra, però, che i Lotti «non abbiano una gran voglia» di restituire parte del tesoretto.
Ma alla Coam non desistono: sono convinti che la contrazione del mercato e il
conseguente crollo del valore dell’ appartamento in permuta (sceso sotto i 250.000 euro)
non possano riguardare solo il costruttore.
La trattativaIl commercialista Lorenzo Galeotti Flori spiega: «La natura della
permuta sottintende la disponibilità delle parti ad accettare le eventuali
differenze di valore immobiliare che nel tempo possono avverarsi sia
in aumento che in diminuzione».
Insomma riscuotendo la fideiussione i Lotti si sarebbero sottratti al concorso
nel rischio d’ impresa (l’oscillazione del mercato immobiliare) previsto in
ogni convenzione permutativa e che ha riguardato gli altri creditori.
E se è vero che a incassare la polizza sono stati il padre e la zia di Luca Lotti,
in realtà tutte le trattative per l’ affare immobiliare sono state condotte dal
ministro in persona che inizialmente coinvolse nel progetto Bacci raccontando
di voler costruire sul terreno del nonno e che per una questione affettiva avrebbe
voluto trasferirsi in uno dei nuovi appartamenti, il più spazioso.
Ma adesso sembra aver cambiato idea.
CASA A FIRENZE
Quasi in contemporanea con la cessione dell’area di Montelupo, Lotti ha
acquistato casa a Firenze e i suoi famigliari piuttosto che aspettare la
realizzazione dell’ immobile nella frazione di Samminiatello hanno preferito
incassare il contante.
L’appartamento avrebbe dovuto essere consegnato nell’ottobre 2014 e
qualcuno potrà obiettare che i Lotti hanno mostrato sin troppa pazienza.
Ma alla Coam ribattono che il ministro dello Sport aveva garantito che erano
stati eseguiti tutti gli adempimenti burocratici, che invece hanno rallentato
di un anno l’inizio dei lavori.
Ma visti i rapporti tra la famiglia del ministro e la Coam, le parti avevano
sempre evitato di formalizzare qualsiasi proroga che, invece, di fatto era stata
dai Lotti concessa.
Tra loro, dicevano, era sufficiente una stretta di mano.
Peccato che questo patto tra gentiluomini, secondo quanto riferiscono gli
amici di Bacci, non sia valso quando è apparsa all’orizzonte la possibilità
di trasformare il ritardo della consegna in un lucroso affare.
Per tali motivi, già riferiti dall’imprenditore rignanese al commissario
giudiziale, è difficile che una futura eventuale indagine non finisca con il
coinvolgere anche Luca Lotti, sebbene Bacci abbia negato davanti al commissario
giudiziale che il ritiro della fideiussione fosse un piano condiviso con lui: «Io

non ho intascato neppure un centesimo».

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