Banca Etruria, scontro
Renzi-De Bortoli:
“Ossessionato da me”.
M5s: “Delrio s’interessò
al caso.
Ora commissione
inchiesta”
A tre giorni dall'uscita
dell'ultimo libro di De Bortoli-Poteri forti. (O quasi)-non
si placa l'onda lunga delle
polemiche successive alla rivelazione che l'ex numero
uno di via Solferino fa nel
saggio.
Lo scontro a colpi di interviste
ed editoriali tra l'ex premier e l'ex direttore
del Corsera, tra l'altro, arriva
nel giorno in cui il ministro delle Infrastrutture
conferma di essersi attivano nel
2015 per trovare un acquirente a Banca Etruria
di F. Q. 13 Maggio 2017
Più informazioni su: Banca
Etruria, Ferruccio De Bortoli, Graziano Delrio,
Maria Elena Boschi, Matteo Renzi,
Movimento 5 Stelle.
Un ferocissimo botta e risposta
tra l’ex premier, Matteo Renzi, e l’ex direttore
del Corriere della Sera,
Ferruccio De Bortoli, nel giorno in cui Movimento 5 Stelle
rilancia la richiesta per
istituire una commissione parlamentare d’inchiesta
sulle banche. Il motivo?
Le dichiarazioni di Graziano
Delrio che ammette di avere chiesto al presidente
della Banca popolare dell’Emilia
Romagna se avesse intenzione di acquisire
Banca Etruria ai tempi in cui era
sottosegretario alla presidenza del consiglio.
“L’allora ministra delle Riforme,
nel 2015, non ebbe problemi a rivolgersi
direttamente all’amministratore
delegato di Unicredit.
Maria Elena Boschi chiese quindi
a Federico Ghizzoni di valutare una possibile
acquisizione di Banca Etruria.
La domanda era inusuale da parte
di un membro del governo all’amministratore
delegato di una banca quotata.
Ghizzoni, comunque, incaricò un
suo collaboratore di fare le opportune valutazioni
patrimoniali, poi decise di
lasciar perdere”, scrive l’ex direttore nel suo libro.
Un’ipotesi subito smentita dalla
Boschi ma confermata più volte da De Bortoli
e implicitamente dallo stesso
Ghizzoni che fino ad oggi non ha mai smentito
quanto riportato dal giornalista
nel suo saggio.
E oggi tocca a Matteo Renzi
intervenire sulla vicenda, difendendo la sua
ex ministra della Riforme.
“De Bortoli ha fatto il direttore
dei principali quotidiani italiani per quasi vent’anni
e ora spiega che i poteri forti
in Italia risiedono a Laterina?
Chi ci crede è bravo.
Ma voglio dire di più. Ferruccio De
Bortoli ha una ossessione personale per me
che stupisce anche i suoi amici”,
dice il segretario del Pd in un’intervista a Il Foglio.
“Quando vado a Milano, mi
chiedono: ma che gli hai fatto a Ferruccio?
Boh. Non lo so. Forse–continua il leader dem–perché non mi conosce.
Forse perché dà a me la colpa
perché non ha avuto i voti per entrare nel Cda
della Rai e lo capisco: essere
bocciato da una commissione parlamentare non
è piacevole.
Ma può succedere, non mi pare la
fine del mondo.
Detto questo, che Unicredit
studiasse il dossier Etruria è il segreto di Pulcinella.
Praticamente tutte le banche
d’Italia hanno visto il dossier Etruria in quella fase.
Come pure il dossier Ferrara, il
dossier Chieti, il dossier Banca Marche.
Lo hanno visto tutti e nessuno ha
fatto niente.
Ferruccio De Bortoli–conclude
quindi Renzi- ha detto falsità su Marco Carrai.
Ha detto falsità sulla vicenda
dell’albergo in cui ero con la mia famiglia.
Ha detto falsità sui miei
rapporti con la massoneria“.
Parole alle quali De Bortoli
replica subito con un editoriale pubblicato
sull’edizione online del Corriere
della Sera.
“Il segretario del Pd–scrive il
giornalista–sostiene che io avrei nei suoi confronti
un’ossessione personale ma
segnalo all’ex premier che avendo detto due volte
no alla proposta di fare il
presidente, non era tra le mie ambizioni essere eletto
nel cda della Rai.
Visto quello che sta accadendo,
ringrazio di cuore per non avermi votato.
Non avrei potuto comunque
accettare avendo firmato un patto di non concorrenza”.
Poi l’ex numero uno del Corsera
entra nel dettaglio delle accuse lanciate
a Renzi e al Giglio Magico nel
suo libro.
“Io non ho mai scritto che è un
massone, mi sono solo limitato a porre
l’interrogativo sul ruolo della
massoneria in alcune vicende politiche e bancarie.
Ruolo emerso, per esempio, nel
caso di Banca Etruria-scrive De Bortoli–ho
commesso degli errori, certo.
Nel libro ne ammetto diversi in
oltre quarant’anni.
Come quello in un articolo
pubblicato sul Corriere sul caso JpMorgan-Mps
della data di un sms solidale
inviato da Marco Carrai a Fabrizio Viola, licenziato
proprio dal suo governo.
Non so quali falsità siano state
scritte sul soggiorno a Forte dei Marmi nell’estate
del 2014.
Mi aspetterei invece da Renzi che
chieda scusa al collega del Corriere che, in
quella occasione, stava facendo
il suo lavoro e alloggiava nell’hotel.
L’inviato venne minacciato dalla
scorta che gli intimò di andarsene”.
Lo scontro a colpi di interviste
ed editoriali tra Renzi e De Bortoli arriva nel
giorno in cui il ministro Delrio
conferma di essersi attivano nel 2015 per trovare
un acquirente a Banca Etruria.
“Il mio ruolo all’epoca, come
sottosegretario alla presidenza del Consiglio,
era quello di accompagnare i
ministri competenti nella gestione di queste crisi.
In questa veste, ho chiamato
Caselli (all’epoca presidente della Banca popolare
dell’Emilia Romagna ndr) e ho
chiesto informazioni sulle intenzioni di Bper
per Etruria.
La risposta fu che era stata
esaminata ma Bper aveva deciso di non andare avanti.
Tutto qua”, spiega a La Stampa l’attuale ministro delle
Infrastrutture.
Un’ammissione quella di Delrio
che infiamma il M5s.
“Il conflitto d’interessi del
governo è sempre più chiaro.
Oggi scopriamo che dopo Maria
Elena Boschi anche Graziano Delrio si era
interessato per salvare Banca
Etruria.
Un intero governo in movimento
per la banca della famiglia Boschi”, dicono
i capigruppo 5 Stelle alla Camera
e al Senato, Roberto Fico e Carlo Martelli.
“Basta mezze verità–continuano–serve
subito approvare la commissione
d’inchiesta sulle banche.
Solo così sarà possibile
ascoltare tutti i soggetti protagonisti delle rivelazioni
di questi giorni, fra cui anche
Graziano Delrio”.

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