IN ITALIA, PAGANO SOLO
GLI ONESTI
Socci:
"Perseguitano solo gli onesti, l'Italia è una giungla"
15 Luglio 2017
Finalmente si alzano altre voci a
denunciare il naufragio in corso della nave
chiamata "Italia".
Almeno per una volta non solo
noi, famigerati "populisti", ma perfino il
Corriere della sera si accorge
che questo Paese-che era già alla deriva-sta
andando a picco.
Va in malora.
Lo dimostrano anzitutto la
Caporetto quotidiana delle nostre frontiere violate
(ieri 5.000 nuovi arrivati) e i
dati dell' economia come il debito pubblico che
aumenta (a maggio nuovo record,
2.279 miliardi di euro), come i 4,7 milioni
di italiani che vivono in povertà
assoluta (8,4 milioni in povertà relativa), la
pressione fiscale che soffoca la
ripresa, la disoccupazione giovanile a livelli
tragici e il pil che boccheggia.
Ma il Corriere di ieri-grazie
alla penna di Ernesto Galli della Loggia-rappresenta
il disastro da un altro punto di
vista: la vita quotidiana degli italiani.
Iniziando la sua lucida diagnosi,
Galli si chiede quale immagine di sé stia dando
l'Italia in questi mesi estivi.
Ed ecco la sua desolata risposta:
«quella di un Paese in cui il governo e con lui
tutti i pubblici poteri appaiono
sul punto di perdere (o lo hanno già perso),
il controllo del territorio».
Poi stila un triste elenco di
fatti e fenomeni di questa estate italiana: «decine di
incendiari spinti da interessi
criminali mettono tranquillamente a fuoco vastissime
zone della Penisola», senza che
nessuno di loro venga individuato e arrestato.
Periferie («soffocanti e
orribili») della grandi città con i servizi «al collasso»,
dove al crepuscolo scatta una
sorta di coprifuoco, dove i mezzi pubblici
diventano luoghi pericolosi o
dove interi caseggiati o quartieri sono «nelle mani
di bande di malavitosi abituati a
farla da padroni».
O dove il cielo si riempie di
fumi tossici perché c' è chi brucia indisturbato
materiali inquinanti.
Stazioni ferroviarie e treni
locali che di notte diventano luoghi infrequentabili
se non a proprio rischio.
Quindi tante zone delle nostre
città in mano allo «spaccio», con «risse continue
specialmente fra immigrati, (e
quando vengono arrestati, poi i nostri cari giudici
li liberano, senza sapere il
perché!».
Ma anche i quartieri residenziali
o centrali delle città-secondo Galli della Loggia-sono
una terra di nessuno, di giorno
per il suk di «merci contraffatte» allestito impunemente
dagli abusivi, di notte per il
dilagare di «movide notturne» che poi significa per
eserciti di giovani «la licenza
di fare ciò che vogliono».
Del resto in gran parte delle
città italiane-grazie alla politica «panem et circenses»
delle amministrazioni locali-le
notti stanno diventando «letteralmente invivibili».
Galli poi fa anche degli esempi
particolari: da Torino, col «commercio clandestino
di alcool» sulle rive del Po
organizzato da «rivenditori bengalesi», a Milano,
dove-il centralissimo corso Como,
per esempio-la sera diventa il teatro abituale
dello smercio di droga o si
assiste ad aggressioni da parte di «bande di maghrebini
a caccia di orologi e
portafogli».
Per non dire del mercato della
prostituzione, «spessissimo minorile» scrive Galli,
e perlopiù «collegata alla
tratta», che in Italia ha proporzioni senza paragoni
con gli altri paesi europei.
Queste sono solo alcune
pennellate del quadro micidiale di Galli il quale
interpella esplicitamente
ministro degli Interni e magistratura.
Ma molte altre pennellate si
potrebbero aggiungere (pensiamo al senso di
debolezza dello Stato e di
insicurezza che danno certe evasioni dal carcere
o certi latitanti che si
eclissano).
Soprattutto bisognerebbe notare
che di fronte a questa desolante assenza dello
Stato che costringe gli italiani
a sentirsi sempre più stranieri in patria, c' è poi
da registrare una presenza dello
Stato che diventa occhiuta, assillante, inflessibile
e anche vessatoria nei confronti
dei semplici cittadini.
Gli esempi sono innumerevoli e
sono cronaca quotidiana.
Dalla multa (anche salata) per le
mamme che, durante una festa, spalmano la
marmellata sul pane ai bambini in
violazione di non so quali norme per la sicurezza
alimentare, alla multa per
divieto di sosta inflitta all' operatrice ecologica che si era
fermata per salvare la vita a un
signore investito da uno scooter.
Dalla multa al commerciante che
ha riparato a sue spese un pezzo di acciottolato
davanti al suo negozio (dopo
averlo chiesto più volte, invano, al Comune), fino al
verbale fatto a quel salumiere
che offrì in regalo (quindi senza scontrino) un panino
a un invalido indigente.
Ormai-parafrasando il titolo di
un noto film-potremmo dire che l' Italia non è più
un paese per italiani.
L' Italia è asfissiata leggi
assurde (con una burocrazia spesso priva di buon senso).
E soprattutto è da tempo in mano
a classi dirigenti che non amano la loro patria
(anzi, hanno orrore della parola
"patria"), né servono il popolo che governano,
visto che perlopiù considerano i
cittadini dei "sudditi".
L' Italia è vittima un pò
dell'incapacità, un pò dell'ideologia.
Così hanno umiliato e stravolto
questo Paese, o hanno permesso che venisse
stravolto, facendone una terra di
nessuno.
di Antonio Socci

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