venerdì 14 luglio 2017

Mi chiedo una cosa: in televisione si sente parlare solo dei fatti che succedono a Roma dove c'è una conduzione M5Stelle, perchè non parlano anche di questi fatti che succedono a Milano? Forse perchè c'è un sindaco PD indagato ed è meglio non creare confusione! Credo proprio di sì, ed allora quelli del PD e giornali compresi sono dei maledetti.

ORMAI LA PERIFERIA DI MILANO È DIVENTATA
UN FAR WEST, DAL CLANDESTINO CHE UCCIDE ,
AL NIGERIANO CHE VIOLENTA UNA MINORENNE.
11 LUGLIO 2017
La gente che vive a sud di Milano, in particolare in quella zona di osmosi tra
due quartieri popolari storici come il Lorenteggio e il Giambellino, lo sa bene.
Non solo da queste parti gli strali luccicanti dell’Expo e di tutto ciò che ne è
seguito non sono mai arrivati, ma è come se il tempo si fosse fermato al degrado
di anni e anni fa.
Quindi nulla di strano se da queste parti–tra stranieri irregolari, strade spazzatura
e un «sempreverde» mercato dello spaccio di droga–vige la legge della giungla.
O se, com’è accaduto intorno alla mezzanotte della sera tra sabato e domenica,
un muratore 18enne di origine egiziana, ma nato a Milano, è morto per mano
di un immigrato marocchino pluripregiudicato e clandestino di 52 anni che gli
ha conficcato per ben due volte un cacciavite nel cuore.
Una vita spezzata e buttata via nel giro di pochi attimi come fosse carta straccia.
E, quel che è peggio, per i soliti assurdi «futili motivi», come li definiscono
ormai da tempo le forze dell’ordine.
Ragioni nonsense che nel caso specifico si riassumono così: il giovane, uscito
da un bar all’angolo tra via Inganni e piazza Tirana, avrebbe chiesto al marocchino
di alzarsi dal «suo» posto che il malvivente nordafricano aveva occupato, a suo
dire, in maniera indebita, durante la momentanea assenza del ragazzo.
E l’altro, che aveva bevuto molto, ha reagito con violenza e, con un cacciavite che
aveva in tasca (un’arma che, al momento, non è ancora stata ritrovata) lo ha ammazzato.                                                                                                                                                
Una tragedia che si sarebbe potuta tranquillamente evitare se alcol e forse droga
non avessero minato il temperamento del marocchino.
La vittima, subito soccorsa dal 118 e portata in condizioni gravissime all’ospedale
San Paolo, è morta poco dopo l’arrivo al pronto soccorso.
Si chiamava Roberto Farouk Samir Halim, nordafricano di seconda generazione,
incensurato e che parlava perfettamente la nostra lingua.
Il suo assassino, Mostafa El Gatnaoui, in Italia da oltre vent’anni e balordo
piuttosto «conosciuto» dalle forze dell’ordine, ha provato a scappare, ma è stato
bloccato dagli amici della vittima, che lo hanno trattenuto fino all’arrivo dei
carabinieri.
In particolare un ragazzo, amico del giovane egiziano ucciso, ha spiegato di averlo
bloccato sul marciapiede, accanto alle strisce pedonali, fino all’arrivo dei militari.
Che, giunti sul posto con molte pattuglie (era l’ora del cambio di turno di lavoro)
infatti hanno portato via immediatamente il clandestino, salvandogli la vita.
Nel frattempo, infatti, il marocchino–già picchiato da altri conoscenti del giovane,
che avevano dovuto assistere impotenti e in diretta all’omicidio del loro amico–ha
rischiato il linciaggio da parte degli avventori del bar.
Che, da una parte volevano evitare che scappasse, ma dall’altra desideravano
anche dargli una lezione.
La piazza intanto si è riempita di gente scesa dai palazzi circostanti, desiderosa
di comprendere la ragione di quanto stava accadendo.
Persone che anche ieri mattina hanno affollato la zona per parlare con i cronisti,
raccontare la tragedia a cui avevano assistito e lamentarsi dell’Amministrazione
comunale milanese i cui rappresentanti, a loro dire, si farebbero vedere in zona
solo ed esclusivamente nel periodo pre elettorale per poi scomparire.

Il fine settimana, però, è stato funestato da altri gravi fatti. Ieri mattina, infatti, 
un nigeriano di 23 anni, pure lui clandestino, è stato arrestato dai carabinieri 
di Sesto San Giovanni per violenza sessuale e atti sessuali con minorenne. 
Il giovane, sul treno Lecco-Milano, ha aggredito palpeggiandole nelle parti intime, 
quattro donne di età compresa tra i 35 e i 49 anni e una ragazzina di 13 anni, figlia 
di una di loro. Ora è in carcere a Monza.

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