Vittorio Feltri: “Vi svelo
perchè hanno cacciato Giletti”.
Ecco A Chi Ha Dato
Fastidio
7 LUGLIO 2017
Domenica ho visto l’Arena di
Massimo Giletti, versione estiva, e devo dire
che era abbastanza divertente,
come del resto accade spesso nei dì di festa.
Pertanto mi sono chiesto perché
mai la Rai abbia intenzione di sopprimere
sia il programma sia il conduttore.
Pensa e ripensa, la risposta mi è
sgorgata dal cervello oltre che dal cuore.
La trasmissione piace alla gente,
almeno a giudicare dagli indici di gradimento,
ovvio pertanto che stia sul gozzo
ai dirigenti dell’ex monopolio, che non
badano mai ai risultati economici
(dipendenti dalla pubblicità che aumenta
in base ai cosiddetti contatti) e
obbediscono, invece, a logiche politiche il
cui senso sfugge a noi poveri
tapini, ma non a loro, figli della partitocrazia,
grazie alla quale sono stati
assunti.
In pratica Giletti sta sulle
balle al Palazzo perché ne svela le porcherie,
ne discute con gli ospiti e
spesso smaschera un buon numero di profittatori.
Egli, dopo anni e anni di onorato
servizio, viene così messo alla porta in
modo che la smetta di disturbare
i manovratori del sistema Italia, retto da
un branco di burocrati mantenuti
dallo Stato affinché coprano ogni
malefatta pubblica.
Altra spiegazione al siluramento
inatteso di Massimo non c’è.
Non ci può essere, anche perché
costui non ha mai parteggiato per uno
schieramento politico o per un
altro, essendo un pazzo senza freni che va
dritto al cuore delle questioni
più scottanti e le tratta con disinvolta aggressività.
Dà la parola a tutti gli ospiti
salvo interromperli per dire la sua, sovrappone
la propria voce a quella di
chiunque si lasci sfuggire una stupidaggine, interviene
su ogni argomento, insomma crea
in studio un gran casino che tuttavia tiene vivo
l’interesse dei telespettatori, i
quali lo premiano seguendolo dall’inizio alla fine.
Cacciare un tipo così è una
idiozia macroscopica e ingiustificabile, se non dal
desiderio dei capetti di viale
Mazzini di zittire una voce libera, non condizionata
dai capricci dei dementi che
governano la Rai con l’unico intento di leccare il
didietro ai signori dei partiti.
Giletti, autore e fautore di un
successo con pochi precedenti, è costretto a levare
le tende nonostante sia una
risorsa importante per l’Antenna nazionale.
Silurato perché bravo ad
assicurare all’azienda introiti di alto livello, che però
non premono ai fessacchiotti
della politica, amanti del quieto vivere e soprattutto
della saliva che scorre quasi
sempre sul proprio posteriore.
Quel genio della Maggioni,
presidente del Caravanserraglio televisivo foraggiato
dal canone, ha speso una fortuna
(milioni di milioni annui) per garantirsi la
collaborazione di Fabio Fazio in
barba al tetto delle retribuzioni (240 mila euro)
e tira un calcio a Giletti che,
pur intascando un quinto rispetto al bulletto della
Terza Rete (ora trasferito alla
Prima), assicurava alla Rai incassi e audience da record.
Questa è una operazione che grida
vendetta.
Ma nessuno nel settore infestato
dalle telecamere e da una schiera di incapaci
ha avuto l’ardire di opporvisi.
Personalmente sono disgustato, e
credo di non essere l’unico.
Ridateci l’Arena e il suo papà.

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