giovedì 13 luglio 2017

Quì nell'articolo chiedono che lo Stato spieghi il problema migranti, cosa volete che vi spieghino, le porcate che hanno fatto? Bene eccole, Renzi e Alfano hanno fatto un accordo con l'Europa, i migranti li teniamo in Italia, in cambio voi ci date soldi, e dove sono questi soldi? Sono serviti per mance e mancette in cambio di voti per il PD, ecco perchè siamo invasi dai migranti e perchè le altre nazioni non li vogliono, tutto quì, apriamo gli occhi e cacciamo questi governi usurpatori che non sono stati eletti dagli Italiani.

NELLA BASSA VERONESE Martedì 4 Luglio 2017.
Profughi, cinque sindaci in strada coi cittadini: «Roncolevà alza la testa».
La manifestazione di cittadini e militanti, ma stavolta niente violenze
TREVENZUOLO (VERONA) «Roncolevà alza la testa!».
Lo striscione (simbolicamente?) dà le spalle alla palazzina privata.
Quella dal cui balcone, alcuni dei 25 migranti appena arrivati qui,
frazione di Trevenzuolo, 669 abitanti, a mezzora d’auto dalla città,
osservano silenziosi, un po’ come la polizia, lì vicino, a controllare
che tutto vada liscio.
Sul sit-in, il marchio di «Verona ai Veronesi», il comitato da circa
200 militanti di destra fra città e provincia.
Ma non solo.
Ci sono abitanti di Roncolevà e Trevenzuolo.
Ci sono, soprattutto, cinque sindaci: Trevenzuolo, Isola della Scala, Erbè,
poi Pastrengo (zona lago) e Sant’Anna d’Alfaedo (Lessinia), accomunati
dal fatto che i movimenti migratori interessano i loro paesi, la loro gente.
In tutto, circa 200 persone, forse anche di più.
Tutte lì, lunedì sera, a un lato della strada provinciale Trevenzuolo/ Mantova,
per dire di no a «un sistema di cui siamo tutti vittime ».
Tradotto: «Siamo qua anche per il migrante, trattato come merce, prodotto.
È questa la vera iniziativa umanitaria: fermare i migranti, ma non perché
siamo cattivi, semmai perché non è così che si risolve il problema.
Dunque rimanete composti, educati, civili ma determinati: perché è questo
che fa paura al sistema ».
Chi parla è Alessandro Rancani, portavoce di «Verona ai Veronesi».
Chi ascolta, applaude.
Si alzerà la testa ma se non altro non si alzano i toni.
Com’era successo nel weekend in questa Roncolevà, puntino della Bassa
veronese, all’arrivo dei richiedenti asilo da Mali, Guinea e Nigeria, quando
parabrezza e finestrini dell’auto del presidente della cooperativa Versoprobo
di Vercelli sono finiti in frantumi.
I toni, semmai, sono scanditi dai sindaci.
Quello di Trevenzuolo, Roberto Gazzani, dice: «Qui si esprime una
contrarietà al sistema più che alle persone.
Il sistema di cooperative e Stato.
Uno Stato che non spiega come uscire da una situazione, quella dei flussi
migratori, che ormai è routine.
Chi è qui, lunedì sera, ha paura: come gli abitanti di Roncolevà, sono
circa 700 e 40 i migranti totali che arriveranno.
Cosa chiedo alla Prefettura?
Capisco l’emergenza, e che debbano rispondere a Roma, ma almeno
valutino bene il numero giusto di migranti».
Il sindaco di Isola della Scala, Stefano Canazza, aggiunge che «è giusto
salvare i migranti ma il vero punto è rafforzare i loro governi locali».
Quello di Erbè, Nicola Martini, racconta che «vediamo comunità sempre
più preoccupate».
Mentre il sindaco di Pastrengo, Gianni Testi, spiega di essere lì perché
«il sistema non regge» e il suo collega di Sant’Anna, Raffaello Campostrini
gli fa eco.
Se non altro stavolta, a Roncolevà, si tratta di pensieri, parole, riflessioni.


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