I vari Governi continuano a chiederci di fare
sacrifici, per cosa?
Per gettare i nostri soldi in loschi affari e nei
Water dei palazzi del
Governo, non sarebbe ora di mettere noi le trappole
per i topi
infestatori che ci governano e ci riducono in miseria?
Credo proprio di Sì
2014, Arriva Renzi Al Governo
E Gli Affari Di Romeo Fanno Boom.
3 MAR , 2017
In tanti anni di lavoro svolto tutto con gli enti
pubblici, Alfredo Romeo
si è sentito dire di no solo due volte.
La prima fu nel lontano 1998, a Milano.
A quell’epoca l’imprenditore napoletano andava per la
maggiore nei
grandi comuni amministrati dalla sinistra italiana.
Appena vinceva qualcuno dell’Ulivo, ecco che spuntava
un bel contratto
con la Er di Romeo (allora si
chiamava così) a cui affidavano la
gestione del patrimonio pubblico.
Accade a Roma con Francesco Rutelli, poi a
Venezia e Napoli.
Appena vinte le elezioni del 1996, l’Ulivo di Romano
Prodi diede
sempre a lui la gestione del patrimonio immobiliare
dell’Inpdap,
l’ente di previdenza dei dipendenti pubblici.
Ma a Milano gli andò male: vinse Gabriele
Albertini e fra i suoi
primi atti ci fu la revoca della aggiudicazione a
Romeo della identica
gara assegnatagli che gli aveva assegnato la gestione
del patrimonio
immobiliare meneghino, che fu invece affidato a una
società in house.
La seconda volta che l’imprenditore di riferimento del
governo
nazionale e di quello degli enti locali si trovò a
sbattere contro un
muro fu nel 2008 a Roma.
Anche allora era cambiato il vento e a sorpresa dalle
urne uscì vincente
la destra con sindaco Gianni Alemanno, e
fra i primi atti ci fu la revoca
dell’appalto sulla manutenzione della grande viabilità
della capitale,
che Walter Veltroni aveva affidato a
Romeo.
Ha dovuto stringere i denti ed aspettare un pò, e
comunque gli rimase
in carico la gestione non proprio brillantissima del
patrimonio
immobiliare di Roma: ce l’ha ancora adesso
ininterrottamente
dal 2005 pure con Virginia Raggi.
Gran navigatore, Romeo però ha avuto le porte aperte
sempre con
il centro sinistra.
E non è un caso scorrendo i bilanci della sua Romeo
Gestioni,
la società operativa più importante del gruppo, che i
fatturati mettano
a segno il record appena il centrosinistra riesce a
conquistare il governo.
Intendiamoci, gli appalti conquistati nel facility
management e nel
property management che sono sempre stati la sua
specialità, avevano
durata pluriennale, e i fatturati oscillavano di poco
fra 120 e 130 milioni
di euro all’anno.
Ma quando tornò Prodi a palazzo Chigi, ecco la Romeo
gestioni fare
subito un bel balzo e chiudere l’anno 2007 con 160
milioni di euro,
per poi scendere a 145 milioni l’anno successivo
quando al governo
torna Silvio Berlusconi. In quel 2007 per
altro Romeo fa anche un altro
gran salto: al Quirinale, dove entra per la prima
volta grazie a
Giorgio Napolitano, che decide di
esternalizzare a lui alcuni servizi di
manutenzione immobiliare.
Un contratto iniziale da 1,2 milioni di euro per un
triennio, che rispetto
al giro di affari del gruppo Romeo è poca cosa, ma il
prestigio
conquistato con quella commessa non ha prezzo.
Il gruppo entra con lo stesso compito anche in Senato,
e solo alla
Camera trova le porte chiuse.
La vera età dell’oro coincide però proprio con
l’arrivo di Matteo Renzi
a palazzo Chigi.
Il 2014 per tutti e due è l’anno del 40%.
Renzi conquista quella percentuale nelle urne delle europee,
e poi
la perderà per strada assai in fretta tornando sotto i
numeri di Veltroni.
Romeo vede lievitare il suo fatturato proprio del 40%
quell’anno, in
cui passa da 147 a 206 milioni di euro.
Ma a differenza di Renzi manterrà la cifra.
Anzi, la consoliderà: nel 2015 il fatturato sale a 224
milioni di euro
anche grazie alla conquista di un nuovo appalto: è lui
a vincere il facility
management di quell’Expo 2015 guidata da Giuseppe
Sala.
Un vero e proprio boom, centrato per altro proprio su
palazzo Chigi:
perchè da quando arrivano i Renzi boys Romeo diventa
di casa.
E’ il vincitore dell’appalto Consip sul facility
management, e ogni due
minuti lo chiamano a palazzo Chigi o nei vari immobili
che ospitano
le strutture decentrate della presidenza del
Consiglio.
Qualche esempio?
Il 26 gennaio 2015 tocca a lui cambiare i
condizionatori della
Biblioteca chigiana: 5.550 euro.
Stesso giorno sostituzione anche del gruppo
frigorifero: 3.888 euro.
E ancora il 26 è Romeo a fare le pulizie straordinarie
nell’alloggio di
rappresentanza abitato a palazzo Chigi proprio da
Renzi: 1.346,12 euro.
Il 2 febbraio ci pensa la Romeo a sostituire a palazzo
le maniglie delle
porte dei wc: 4.114 euro.
Il 26 febbraio Romeo porta nella sede decentrata di
via della Mercede
frequentata anche dal sottosegretario Luca
Lotti due macchine
cattura-topi: sono le Ekomille che li prendono e li
ubriacano fino alla
morte con una sorta di sostanza alcolica: 3.120 euro.
Il 27 febbraio fornisce due estintori: 154 euro.
Il 4 marzo successivo affidano a lui la sostituzione
di 21 videocamere
di sorveglianza: 9.338 euro.
Stesso giorno, si occupa di spurgare le fognature di
palazzo
Chigi: 1.102,84 euro.
Il 24 marzo, grandi pulizie delle stanze di
rappresentanza: 1.168 euro.
Il 30 marzo ecco gli uomini della Romeo gestioni
entrare a villa Pamphili
per ricaricare 29 estintori: 1.210 euro.
Il 3 aprile si occupa del condizionamento della stanza
n. 1.091 della
sede decentrata in via della Mercede: primo intervento
da 1.143 euro,
secondo da 348,26 euro.
Stesso giorno sostituisce 12 tavolette wc nell’altra
sede decentrata
di palazzo Vidoni: 1.884 euro.
Il 4 maggio tocca sempre alla Romeo la “Sostituzione
del kit di
potenza e delle tubazioni di preriscaldamento dei
gruppi
elettrogeni”: 13.429,56 euro.
Si può continuare così all’infinito.
Romeo è stato chiamato a risolvere problemi a palazzo
Chigi
per 104 volte nel 2015, 146 volte nel 2016 e già 18
volte nei primi
due mesi del 2017.
Nel periodo è stato chiamato 24 volte a fare le
pulizie straordinarie
dell’appartamento di Renzi ovviamente prima che lui
ricevesse
lì dentro personalità importanti.




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