sabato 4 marzo 2017

Amoci è ora di darci una svegliata, altrimenti muoriamo di fame.

I vari Governi continuano a chiederci di fare sacrifici, per cosa?
Per gettare i nostri soldi in loschi affari e nei Water dei palazzi del
Governo, non sarebbe ora di mettere noi le trappole per i topi
infestatori che ci governano e ci riducono in miseria?
Credo proprio di Sì
2014, Arriva Renzi Al Governo
E Gli Affari Di Romeo Fanno Boom.
3 MAR , 2017  
In tanti anni di lavoro svolto tutto con gli enti pubblici, Alfredo Romeo 
si è sentito dire di no solo due volte.
La prima fu nel lontano 1998, a Milano.
A quell’epoca l’imprenditore napoletano andava per la maggiore nei
grandi comuni amministrati dalla sinistra italiana.
Appena vinceva qualcuno dell’Ulivo, ecco che spuntava un bel contratto
con la Er di Romeo (allora si chiamava così) a cui affidavano la
gestione del patrimonio pubblico.
Accade a Roma con Francesco Rutelli, poi a Venezia e Napoli.
Appena vinte le elezioni del 1996, l’Ulivo di Romano Prodi diede
sempre a lui la gestione del patrimonio immobiliare dell’Inpdap,
l’ente di previdenza dei dipendenti pubblici.
Ma a Milano gli andò male: vinse Gabriele Albertini e fra i suoi
primi atti ci fu la revoca della aggiudicazione a Romeo della identica
gara assegnatagli che gli aveva assegnato la gestione del patrimonio
immobiliare meneghino, che fu invece affidato a una società in house.
La seconda volta che l’imprenditore di riferimento del governo
nazionale e di quello degli enti locali si trovò a sbattere contro un
muro fu nel 2008 a Roma.
Anche allora era cambiato il vento e a sorpresa dalle urne uscì vincente
la destra con sindaco Gianni Alemanno, e fra i primi atti ci fu la revoca
dell’appalto sulla manutenzione della grande viabilità della capitale,
che Walter Veltroni aveva affidato a Romeo.
Ha dovuto stringere i denti ed aspettare un pò, e comunque gli rimase
in carico la gestione non proprio brillantissima del patrimonio
immobiliare di Roma: ce l’ha ancora adesso ininterrottamente
dal 2005 pure con Virginia Raggi.
Gran navigatore, Romeo però ha avuto le porte aperte sempre con
il centro sinistra.
E non è un caso scorrendo i bilanci della sua Romeo Gestioni,
la società operativa più importante del gruppo, che i fatturati mettano
a segno il record appena il centrosinistra riesce a conquistare il governo.
Intendiamoci, gli appalti conquistati nel facility management e nel
property management che sono sempre stati la sua specialità, avevano
durata pluriennale, e i fatturati oscillavano di poco fra 120 e 130 milioni
di euro all’anno.
Ma quando tornò Prodi a palazzo Chigi, ecco la Romeo gestioni fare
subito un bel balzo e chiudere l’anno 2007 con 160 milioni di euro,
per poi scendere a 145 milioni l’anno successivo quando al governo
torna Silvio Berlusconi. In quel 2007 per altro Romeo fa anche un altro
gran salto: al Quirinale, dove entra per la prima volta grazie a 
Giorgio Napolitano, che decide di esternalizzare a lui alcuni servizi di
manutenzione immobiliare.
Un contratto iniziale da 1,2 milioni di euro per un triennio, che rispetto
al giro di affari del gruppo Romeo è poca cosa, ma il prestigio
conquistato con quella commessa non ha prezzo.
Il gruppo entra con lo stesso compito anche in Senato, e solo alla
Camera trova le porte chiuse.
La vera età dell’oro coincide però proprio con l’arrivo di Matteo Renzi 
a palazzo Chigi.
Il 2014 per tutti e due è l’anno del 40%.
Renzi conquista quella percentuale nelle urne delle europee, e poi
la perderà per strada assai in fretta tornando sotto i numeri di Veltroni.
Romeo vede lievitare il suo fatturato proprio del 40% quell’anno, in
cui passa da 147 a 206 milioni di euro.
Ma a differenza di Renzi manterrà la cifra.
Anzi, la consoliderà: nel 2015 il fatturato sale a 224 milioni di euro
anche grazie alla conquista di un nuovo appalto: è lui a vincere il facility
management di quell’Expo 2015 guidata da Giuseppe Sala.
Un vero e proprio boom, centrato per altro proprio su palazzo Chigi:
perchè da quando arrivano i Renzi boys Romeo diventa di casa.
E’ il vincitore dell’appalto Consip sul facility management, e ogni due
minuti lo chiamano a palazzo Chigi o nei vari immobili che ospitano
le strutture decentrate della presidenza del Consiglio.
Qualche esempio?
Il 26 gennaio 2015 tocca a lui cambiare i condizionatori della
Biblioteca chigiana: 5.550 euro.
Stesso giorno sostituzione anche del gruppo frigorifero: 3.888 euro.
E ancora il 26 è Romeo a fare le pulizie straordinarie nell’alloggio di
rappresentanza abitato a palazzo Chigi proprio da Renzi: 1.346,12 euro.
Il 2 febbraio ci pensa la Romeo a sostituire a palazzo le maniglie delle
porte dei wc: 4.114 euro.
Il 26 febbraio Romeo porta nella sede decentrata di via della Mercede
frequentata anche dal sottosegretario Luca Lotti due macchine
cattura-topi: sono le Ekomille che li prendono e li ubriacano fino alla
morte con una sorta di sostanza alcolica: 3.120 euro.
Il 27 febbraio fornisce due estintori: 154 euro.
Il 4 marzo successivo affidano a lui la sostituzione di 21 videocamere
di sorveglianza: 9.338 euro.
Stesso giorno, si occupa di spurgare le fognature di palazzo
Chigi: 1.102,84 euro.
Il 24 marzo, grandi pulizie delle stanze di rappresentanza: 1.168 euro.
Il 30 marzo ecco gli uomini della Romeo gestioni entrare a villa Pamphili
per ricaricare 29 estintori: 1.210 euro.
Il 3 aprile si occupa del condizionamento della stanza n. 1.091 della
sede decentrata in via della Mercede: primo intervento da 1.143 euro,
secondo da 348,26 euro.
Stesso giorno sostituisce 12 tavolette wc nell’altra sede decentrata
di palazzo Vidoni: 1.884 euro.
Il 4 maggio tocca sempre alla Romeo la “Sostituzione del kit di
potenza e delle tubazioni di preriscaldamento dei gruppi
elettrogeni”: 13.429,56 euro.
Si può continuare così all’infinito.
Romeo è stato chiamato a risolvere problemi a palazzo Chigi
per 104 volte nel 2015, 146 volte nel 2016 e già 18 volte nei primi
due mesi del 2017.
Nel periodo è stato chiamato 24 volte a fare le pulizie straordinarie
dell’appartamento di Renzi ovviamente prima che lui ricevesse
lì dentro personalità importanti.





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