mercoledì 8 marzo 2017

Stiamo sereni, intanto vi freghiamo

T. SUI PIZZINI CONSIP, BABBO RENZI: ‘PUÒ ESSERE
TRAVAGLIO’. LA REPLICA: ‘SONO COINVOLTI I
COLLABORATORI DI RENZI NELL’INCHIESTA’
MARZO 8, 2017 SILENZI E FALSITÀ    
Il padre di Matto Renzi, intervistato dalla troupe di “Di Martedì”,
programma di La7 condotto da Giovanni Floris, si è espresso in
merito alla questione della T. sui pizzini Consip.
Rispondendo ad una domanda della giornalista, Renzi senior ha detto:
“È sicura che la T. sia un nome proprio di persona, potrebbe essere
anche un cognome, potrebbe essere Travaglio, potrebbe averla fatta lui”.
Non si è fatta attendere la replica di Marco Travaglio, che seguiva il
servizio dallo studio di La7: “Certamente se dieci miei collaboratori
fossero tutti coinvolti in questa inchiesta si potrebbe pensare che
T. sono io, il problema è che ci sono una decina di collaboratori di
Renzi in questa inchiesta.
Ho l’impressione che casca male il signor Renzi senior”.
Prima di congedarsi dai giornalisti di La7, il padre di Renzi ha
detto: “State sereni”.
E il giornalista del Fatto si è superato commentando: “Quando un
Renzi dice “StaiSereno uno si gratta”.
T. sui pizzini Consip, la vicenda riassunta da Travaglio
In apertura del programma il giornalista del Fatto Quotidiano ha
riassunto i punti più importanti dell’inchiesta Consip: “Questa
vicenda nasce per caso come tutte le grandi inchieste.
La procura di Napoli stava lavorando su appalti di pulizie
nell’Ospedale Cardarelli e scopre che uno degli assi pigliatutto di
questi appalti, e cioè l’imprenditore Alfredo Romeo, si sta interessando
insistentemente di ben altro, e cioè del più grande appalto d’Europa,
che ammonta a 2,7 miliardi di euro.
E per farlo si sta avvalendo di un mediatore, che è il fiduciario del
babbo del presidente del Consiglio dell’epoca, cioè di Matteo Renzi.
Questo fiduciario si chiama Matteo Russo, che lo introduce presso la
Consip, la centrale appaltante di proprietà del governo che f agli acquisti
per la pubblica amministrazione.
E i magistrati si fanno l’idea che queste entrature risalgano al cognome
del mandante di questo mediatore, cioè a Tiziano Renzi, che era lì non
in quanto Tiziano ma in quanto Renzi.
Poi scoprono che questo Russo non è solo a occuparsi di queste cose, perché
dentro la Consip l’imprenditore Romeo ha un referente che retribuisce con
100mila euro in 3 anni per fargli da consulente nella redazione delle
offerte per le gare d’appalto, quello che lui chiama il prototipatore.
Questi sono purtroppo fatti già accertati”.
Quali sono le prove che Carlo Russo lavorasse per Tiziano Renzi
e non millantasse?
Ha poi chiesto Floris a Travaglio, che ha risposto dicendo: “Carlo Russo
è un amico di famiglia, il padre di Renzi ha tenuto a battesimo il suo
bambino, fanno i pellegrinaggi a Medjugorie assieme.
Sono due amici di famiglia, il problema è che poi questi due signori
non si interessano soltanto dell’appalto di Romeo presso la Consip.
Hanno anche degli interessi e dei progetti in comune che vogliono
condividere con Romeo in Puglia, e quindi si recano in Puglia e cercano
di incontrare il governatore Emiliano.
E Carlo Russo ottiene un appuntamento proprio perché quando
Emiliano chiede a Lotti ‘Ma chi è questo Russo’, Lotti gli dice ‘No
no incontralo che non perdi il tuo tempo’.
Quindi il fatto che questo non sia un millantatore lo dimostra
il fatto che quando qualcuno chiede referenze, immediatamente il
braccio destro di Renzi dentro il governo dice è uno dei nostri,

è uno valido, incontralo”.

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