mercoledì 1 marzo 2017

Ecco da chi siamo governati

Se tutto questo fosse successo al tempo di Berlusconi al
governo, da parte della sinistra avrebbero fatto fuoco e
fiamme, ma da questo capiamo che Berlusconi era un
pivellino nei confronti del governo attuale.
CLAMOROSO! LA BOSCHI INCASTRATA DALLE
INTERCETTAZIONI CON IL SUPER BUZZI.
ECCO CHI CI STA NEL NOSTRO GOVERNO.
UN PARTITO DI BUZZI-CONI–DALLE TRASCRIZIONI
DI “MAFIA CAPITALE” SPUNTA IL NOME DELLA
BOSCHI–SI TORNA A PARLARE DEL FINANZIAMENTO
DEL RAS DELLE COOP AL RADUNO ELETTORALE DI
RENZI DEL NOVEMBRE 2014–LA TELEFONATA: “ABBIAMO
CONSEGNATO ALLA BOSCHI LA LETTERA PER MATTEO”
Sono le 22:05 del 7 novembre 2014, giorno della cena
elettorale del presidente del Consiglio Matteo Renzi–Il ras
delle coop di Mafia Capitale, Salvatore Buzzi, ha partecipato
a quella raccolta fondi.
Ne parla con una sua amica e racconta dei presunti rapporti
che avrebbe avuto con il ministro Boschi…
Ivan Cimmarusti per “Il Tempo”
Abbiamo consegnato alla Boschi la lettera per Matteo».
Sono le 22:05 del 7 novembre 2014, giorno della cena
elettorale del presidente del Consiglio Matteo Renzi.
Il ras delle coop di Mafia Capitale, Salvatore Buzzi, ha
partecipato a quella raccolta fondi. Ne parla con una sua
amica e racconta dei presunti rapporti che avrebbe avuto
con il ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti
con il Parlamento.
La telefonata è contenuta nell’incartamento giudiziario
della Procura della Repubblica di Roma, depositato al maxi
processo contro la presunta cupola mafiosa capitolina.
Gli atti, dunque, svelano retroscena finora inediti.
Tutti legati a quella cena di novembre del 2014 per finanziare
il Partito democratico e Matteo Renzi.
Un particolare di cui parla anche con Michele Nacamulli,
esponente romano del Pd: «Se becchi Renzi gli ricordi che
abbiamo finanziato la Leopolda e oggi gli abbiamo dato
15mila euro.
Potevamo dirlo alla Boschi cazzo».
«Ok», risponde Nacamulli, «la Boschi è qui».
C’è da dire che, stando a fonti difensive, i tabulati telefonici
nasconderebbero anche altre conversazioni avute tra il
ministro Boschi e Buzzi.
Conversazioni che non hanno alcun profilo penale ma che
si riferiscono a un periodo precedente alla cena di novembre.
Tra settembre e ottobre, infatti, Buzzi sembra dialogare col
ministro per avere informazioni sulla cena.
È pronto a partecipare versando un proprio contributo.
D’altronde l’imprenditore era stato per anni il fiore all’occhiello
delle coop vicine alla vecchia sinistra di Roma.
E con l’arrivo di Renzi intendeva riposizionarsi politicamente
e, magari, fare un salto di qualità.
L’obiettivo era di arrivare a incassare appalti sempre più
ampi per ingrassare le casse delle cooperative legate a doppio
filo al presunto boss, Massimo Carminati.
Nei suoi interrogatori, infatti, Buzzi ha precisato che finanziando
le campagne elettorali «ti fai un’assicurazione sulla vita, sul futuro».
«Ma perché–ha aggiunto–me chiama Renzi a cena, 15mila
euro a Renzi (…) ci hanno chiamato i finanziatori».
Dai tabulati telefonici, però, risulterebbero suoi contatti
direttamente con la Boschi. Un’ennesima grana per il ministro,
dopo lo scandalo della Banca Etruria.
Stando a quanto emerso, alla cena di autofinanziamento
del Partito democratico Buzzi avrebbe pagato la somma
pattuita versando il denaro che sarebbe finito nelle casse
della Fondazione Open, gestita dall’intimo amico del premier,
l’imprenditore Marco Carrai, recentemente tra i papabili a
gestire la cybersecurity italiana.
D’altronde, nella stessa Fondazione Open risulta esserci
la stessa Boschi.
Le intercettazioni del 6 novembre 2014 sull’utenza di Buzzi
confermano il pagamento per la cena elettorale.
Al telefono ci sono il ras delle coop e il suo stretto
collaboratore Carlo Guarany.
I due discutono della cena e decidono di informarsi meglio
con Lionello Cosentino, ex segretario del Pd di Roma che a
dicembre 2014 è stato commissariato da Matteo Orfini.
I giorni successivi alla cena Buzzi continua a discutere
della candidatura di Renzi con l’allora direttore generale
di Ama, Giovanni Fiscon.
Racconta di aver fatto due versamenti (uno da 15mila euro

per la cena e un altro da 5mila per la Leopolda).

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