martedì 28 marzo 2017

E avanti con il Governo dei truffatori

Se andiamo ad analizzare tutti gli appartenenti all’attuale Governo
Gentil/Renzi, credo che non se ne salvino neanche uno, ma dico io,
come si fa ad avere fiducia in un Governo fatto da truffatori e ladri?
Ma il Presidente della Repubblica delle banane Mattarella cosa fa?
Per caso è in letargo?
Anche lui dovrebbe vergognarsi e dimettersi,
come naturalmente tutto il Governo.
Scoppia il caso Madia, la tesi di dottorato
ha oltre 4 mila parole copiate senza citare
la fonte 28 Marzo 2017
Quando in Germania nel 2013 hanno scoperto che la ministra
dell’Istruzione del governo Merkel, Annette Schavan, aveva
copiato la sua tesi di laurea nel 1980, lo scandalo ha costretto la
politica a rassegnare le dimissioni senza tentennamenti.
Due anni prima era toccato al ministro della Difesa Karl-Theodor
zu Guttenberg.
Ne sono poi seguiti decine tra politici e altri ministri.
Il caso potrebbe ripetersi in modo ben più eclatante in Italia, secondo
quanto scoperto dal Fatto quotidiano sulla tesi della ministra della
Pubblica amministrazione, Marianna Madia.
A fine 2008 la ministra ha conseguito il dottorato alla Scuola Imt di
Alti Studi di Lucca con una tesi intitolata: “Essays on the Effects of
Flexibility on Labour Market Outcome”.
Su 94 pagine, escluse biografia oltre che figure e tabelle, ben 35 sono
piene zeppe di frasi e passaggi interamente copiati da altri testi accademici,
circa 4 mila parole prese da altri senza che venissero mai citate le fonti.
Il testo è disponibile online sul sito ufficiale dell’Imt, è sufficiente
usare uno dei software a disposizione anche dei docenti dello stesso
istituto per scoprire che, ad esempio, in tre sottocapitoli ci sono
rispettivamente il 40%, il 56% e il 79% di contenuti copiati
da altri autori.
Altre pagine, aggiunge l’inchiesta del Fatto, sarebbero una sorta di
collage di più articoli frutto del lavoro di diversi autori.
In queste pagine non c’è traccia di virgolette, altre contengono passaggi
presi dagli originali e adattati in poche parole sostituite con dei sinonimi.
Quest’ultima, secondo il prof. Gherard Dannemann, membro del
Vroniplag che ha analizzato le tesi di politici e docenti tedeschi, è una
tecnica nota che spesso indica l’intenzione di copiare senza citare
ed è chiamata “shake and paste”.
Nel testo della Madia emerge anche un’altra tecnica riconosciuta dai
cacciatori di plagi definita pawn sacrifice, “l’arte del concedere poco,
per nascondere molto”. In questo caso la citazione c’è, ma si riferisce
ai primi passaggi.
Seguono poi centinaia di parole la cui paternità resta abbastanza
ambigua da poter essere attribuita all’autore della tesi.
Come accaduto nel più famoso caso tedesco, di norma nel mondo
accademico la prima contromisura nel caso di riscontro del plagio è
quello di revocare il titolo accademico.
In Italia ci sarebbe anche la legge 475 che punisce con pene fino a tre
anni di reclusione chi “in esami o concorsi, prescritti o richiesti da
autorità o pubbliche amministrazioni per il conferimento di lauree
o di ogni altro grado (…) presente, come propri, dissertazioni, studi,

pubblicazioni, progetti tecnici e, in genere, lavori che siano opera di altri”.

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