venerdì 9 giugno 2017

E rieccoci con alcune verità sulla Consip che il PD vuole insabbiare.

Consip, il capitano indagato Scafarto voleva
arrestare il padre di Renzi
9 Giugno 2017
Il capitano Gianpaolo Scafarto, indagato con l’accusa di aver falsificato le
intercettazioni dell’inchiesta Consip, voleva arrestare Tiziano Renzi e
intercettare il comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette e il capo
di Stato maggiore Gaetano Maruccia.
Il militare, riporta Il Messaggero, aveva valutato questa possibilità con il
suo superiore, Alessandro Sessa, e con il pm di Napoli Henry John Woodcock.
Lo rivela una chat di Whatsapp tra Scafarto e i suoi uomini mostrata come
prova durante l’interrogatorio a Scafarto, il quale, spiegano Carlo Bonini
e Maria Elena Vincenzi su Repubblica, “concionava sulla necessità di
intercettare-non è dato sapere in forza di quale autorità-il Comandante generale
Tullio Del Sette e il Capo di Stato Maggiore Gaetano Maruccia, sospettati di
essere le talpe che avrebbero dovuto far deragliare l’indagine della Procura
di Napoli a vantaggio del Presidente del Consiglio”.
La cronaca dei fatti da Repubblica.it: “Alle cinque del pomeriggio di mercoledì
scorso, di fronte al Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, all’aggiunto
Paolo Ielo e al sostituto Mario Palazzi, l’interrogatorio di Scafarto si trasforma
in un calvario, durante il quale all’ufficiale vengono contestate evidenze
documentali—una chat whatsapp tra lui e gli uomini della squadra investigativa
su Consip—che fanno piazza pulita della favoletta che voleva la stanchezza
e l’enormità del materiale istruttorio da gestire i responsabili dell’errore di
attribuzione (a Romeo invece che a Bocchino), nella memoria conclusiva
consegnata ai pm di Napoli, di una conversazione intercettata.
Quella che si voleva provasse gli incontri tra Romeo e Tiziano Renzi e che,
agli occhi del capitano Scafarto, avrebbe reso possibile l’arresto del
padre del Premier.
A Scafarto, i pm mostrano i messaggi scambiati in quella chat tra lui e suoi
uomini tra il 2 e il 3 gennaio di quest’anno.
I giorni immediatamente precedenti la consegna della memoria ai pm.
Si legge il 2 gennaio: Scafarto: «Per favore, qualcuno si ricorda se Romeo ha
mai detto a qualcuno di aver visto, anche una mezza volta, Tiziano (Renzi ndr.)?»
La richiesta diventa frenetica il giorno successivo, il 3.
Scafarto: «Buongiorno a tutti… Forse abbiamo il riscontro di un incontro
tra Romeo e Tiziano Renzi.
Ieri ho sentito a verbale Mazzei, il quale ha riferito che il Romeo gli ha raccontato
di aver cenato o pranzato (non ricordava) con Tiziano e Carlo Russo».
È una circostanza per la quale va trovato un riscontro.
Che Scafarto individua in una conversazione ambientale di cui dà gli
estremi ai suoi uomini.
Scafarto: «Remo, per favore, riascoltala subito.
Questo passaggio è vitale per arrestare Tiziano (Renzi ndr.).

Grazie. Attendo trascrizione».”

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