La Gabbia chiude: Paragone:
'Ha vinto il ciaone', come fu per Giletti. Di Maio:
'Solidarietà'
Il
conduttore: 'Il programma non rientra nei piani del nuovo
direttore
Andrea Salerno' che è di sinistra.
Nicolò Mingozzi 29 Giugno 2017.
La Gabbia non sarà più open.
La puntata del 28 giugno è stata,
infatti, l'ultima del programma condotto da
Gianluigi Paragone e in onda su
La7.
A confermare la chiusura è stato
lo stesso giornalista al termine della
trasmissione: "Rivolgo un
applauso a tutta la redazione, ai produttori, al regista,
agli operatori.
Ringrazio chi da casa ci ha
seguito, l'editore e il nuovo direttore Andrea Salerno,
anche se La Gabbia non rientra
più nei suoi piani editoriali.
Va bene così.
Chiudiamo qui i battenti: ha
vinto il ciaone.
E con questo ciaone ci
salutiamo".
Il riferimento è all'espressione
rivolta in un tweet dal deputato del
Partito Democratico Ernesto
Carbone ai sostenitori del referendum sulle
trivelle del 17 aprile 2016, una
volta appresa la notizia del mancato
raggiungimento del quorum.
Un'uscita divenuta, per molti,
simbolo dell'arroganza del potere.
Ad alludere ad una qualche
motivazione politica alla base della scelta di non
rinnovare il programma per la
stagione successiva è stato anche il vicepresidente
della Camera Luigi Di Maio.
"È un brutto periodo-ha
detto, rivolto a Paragone, il volto di punta del
Movimento Cinque Stelle-per le
forze politiche e per i giornalisti che si
esprimono liberamente.
Lei ha tutta la mia vicinanza,
perché abbiamo saputo oggi che chiuderanno
il suo programma, come hanno
cacciato Massimo Giletti dalla Rai perché
parlava troppo spesso di
vitalizi.
Qui si vuole annientare tutta
quella parte di Paese che prova a dimostrare dissenso".
Dissenso che, in rete, non si è
fatto attendere: "Sapevamo-ha scritto sul suo
blog il filosofo Diego Fusaro-che
prima o poi sarebbe accaduto.
I cani da guardia abbaiavano da
tempo.
Libertà e coraggio si pagano
cari. Sempre.
È una delle lezioni della
storia".
Ben poco solidali con Paragone si
sono dimostrati, invece, alcuni colleghi
Giornalisti (leccaculi del
potere), a cominciare da Mario Lavia (che ormai è
senza lingua a forza di leccare
culi) de L'Unità, che su Twitter ha esultato: "Mi
sa che devo telefonare ad Andrea
Salerno per ringraziarlo".
Sulla stessa linea di pensiero
anche la cronista de Il Giornale Laura Cesaretti,
già finita al centro delle
polemiche per il suo "E Zagrebelsky niente?"
a commento della morte di Stefano
Rodotà.
"Se veramente Salerno ha
fatto chiudere La Gabbia, gliene sia reso merito",
ha cinguettato.
Ma a tentare di gettare acqua sul
fuoco delle polemiche è stato, in mattinata,
proprio lo stesso neo-direttore
di rete: "La7 è una casa accogliente, possono
cambiare i programmi, ma nessuno
verrà mai mandato via".
C'è ancora spazio per Paragone
sul canale di Cairo?
Se io fossi Paragone li manderei
a quel paese!

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