martedì 6 giugno 2017

Ecco il rantolo dei giornali servi del Pd sonvenzionati con i nostri soldi che l'unica cosa che sanno fare è scrivere cavolate.

Lunedì 5 giugno 2017
SCATENATO - Marco Travaglio ha spiazzato tutti.
Ecco cos'ha scritto su Grillo e il Movimento 5 Stelle.
Vedere per credere
Ecco cosa scriveva Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: Beccati.
Finalmente li hanno presi con le mani nel sacco.
Ecco cosa nascondono i 5Stelle, ecco perché Grillo e Casaleggio han fondato
il MoVimento, ecco perché i grillini fanno politica: per fare soldi.
La scoperta la dobbiamo ai segugi di Repubblica, che in due giorni han piazzato
altrettanti scoop mica da ridere.
I titoli parlano da sé: "Una pioggia di euro dagli spot sul blog, ecco la miniera
d'oro di Beppe e Casaleggio", "Le ombre nel bilancio dei grillini al Senato".
Hai capito quei ladroni?
Zitti zitti, mentre tuonano contro i finanziamenti pubblici ai partiti, accumulano
un tesoro nella grotta di Alì Babà.
Come fanno? Semplice.
Il nababbo Gianroberto Casaleggio, la cui società che edita il blog di Grillo
(il 77° d'Italia) è sempre andata in perdita e nel 2012 racimolò un utile di
69.500 euro, incassa soldi a palate dalle pubblicità, pagate dagli inserzionisti
un tot ogni mille clic.
Quanto?
Secondo il Sole 24 Ore 5 euro.
Secondo il titolo di Repubblica 0,92 euro; secondo l'articolo di Repubblica 0,64 euro.
Per un totale annuo di 5-10 milioni secondo il Sole, di 570 mila euro
secondo Repubblica .
Se ne saprà di più il mese prossimo, quando sarà pubblicato il bilancio 2014 sul 2013
("sarà molto migliore del 2013", ha anticipato il guru).
È vero che non conterrà il dato scomposto del blog di Grillo; ma, essendo questo
la principale attività della società, si capirà se l'ordine di grandezza è quello indicato
dal quotidiano della Confindustria o da Repubblica.
Nel primo caso, sarebbero un bel po' di soldi (peraltro legittimi, per giunta privati).
Nel secondo, saremmo poco sopra l'accattonaggio.
In ogni caso, la domanda sorge spontanea: siccome è assolutamente pacifico
e dichiarato che il blog di Grillo, come peraltro tutti i siti web di questo mondo,
si finanzia con gli spot, dove sarebbe il "mistero" dei finanziatori?
Basta aprirlo e vedere chi sono gli inserzionisti.
Non c'è nulla di meno misterioso di un'inserzione pubblicitaria.
Si dirà: ma il blog di Grillo è l'organo ufficiale di un movimento politico.
Verissimo.
Esattamente come l'Unità ed Europa per il Pd, la Padania per la Lega, e così
via (Forza Italia non ne ha bisogno).
Ma con due lievi differenze.
Primo: i giornali di partito incassano fior di milioni dallo Stato, cioè da tutti i
cittadini, compresi quelli che non si sognerebbero mai di votare per quei partiti,
e senza quella "pioggia di euro", quella "miniera d'oro", fallirebbero all'istante;
in più, sulla carta e sul web, fanno pubblicità e incassano altri soldi da
inserzionisti privati.
Secondo: nessuno mena scandalo per tutto ciò, nessuno pubblica "inchieste"
sulla "pioggia di euro" e la "miniera d'oro" degli house organ dei partiti.

Ma attenzione: ora, sempre grazie a Repubblica , conosciamo pure "le ombre
nel bilancio dei grillini al Senato".
Quali? Tenetevi forte: "affitti da 2 mila euro al mese ai dipendenti della
comunicazione" (il prezzo medio di un trilocale al centro di Roma), "pranzo
da 6,71 euro consumato il 6 giugno dal senatore Lucidi" nel ristorante
di Palazzo Madama" e soprattutto, scandalo degli scandali, "buffet in onore
di Beppe Grillo che l'11 luglio 2013 tenne una conferenza stampa al Senato",
roba da "114 euro" per 55 persone (il capo e 54 senatori), cioè 2 euro a testa,
mica bruscolini.
Ed ecco la prova che c'era qualcosa da nascondere: nel rendiconto "per uso
interno", il sardanapalesco banchetto fu registrato come "acquisto di panini
e bibite per accoglienza Grillo", mentre in quello pubblico c'è scritto "spese
di rappresentanza".
Capita la furbata?
Dopodiché, astuti come volpi, i 5Stelle potevano papparsi 42 milioni di rimborsi
elettorali, invece li hanno lasciati allo Stato; ogni tre mesi potrebbero
intascarsi 2,5 milioni non spesi fra diarie e indennità, invece li versano in un fondo
per le piccole imprese; potevano pure spartirsi i 420 mila euro avanzati dai
contributi raccolti nella campagna elettorale 2013, invece li hanno devoluti ai
terremotati dell'Emilia. Ma il movente è chiaro: farsi una gazzosa da 2 euro

con Grillo alla facciazza degli italiani. Sporcaccioni.

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