giovedì 8 giugno 2017

Mi domando cosa servono a fare certi giornali se ci danno notizie false per far piacere ai loro padroni, tanto poi la verità viene sempre a galla, come quella delle Ong che fanno la tratta dei migranti.

mercoledì 7 giugno 2017
CLAMOROSO-HANNO BECCATO LA PRIMA ONG:
GUARDATE COSA FACEVANO CON I MIGRANTI.
Martedì scorso i giornaloni ci rassicuravano: Il pm di Siracusa: “Nessuna pista
su legami Ong-trafficanti”, titolava Repubblica.
La vicenda, però, non si è chiusa, anzi.
Ieri siamo venuti a sapere da Panorama che è stata indagata la prima ONG
per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Si tratta di un’indagine condotta nel massimo riserbo dalla Polizia e “partita
dopo una operazione in mare della nave della Ong indagata, che “sarebbe
entrata in azione senza aver ricevuto un Sos e neppure una richiesta di
intervento da parte delle autorità italiane”.
La cronaca dei fatti dall’ANSA: “L’inchiesta trapanese sulle navi delle Ong
che salvano migranti di fronte le coste libiche era stata resa nota anche dal
programma Rai Agorà, il 28 aprile scorso, facendo parlare il procuratore
aggiunto di Trapani Ambrogio Cartosio.
Le Ong hanno necessariamente un proprio codice etico che prescinde dalla
legislazione nazionale dei singoli Stati in cui operano–ha detto il pm–hanno
necessità di muoversi liberamente in acque internazionali e ci sono Paesi in
cui il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina è reato, come l’Italia,
altri in cui non lo è.
“Non c’è dubbio che una persona può muoversi per spirito umanitario ma può
per questa regione commettere un reato.
Noi facciamo i magistrati.
Possiamo capire umanamente un determinato comportamento ma se c’e’ una
legge dobbiamo applicarla”.
‘Rimangono interrogativi sul business dell’accoglienza che non è tutto spirito
umanitario–aveva aggiunto–in un territorio ad alta densità mafiosa dobbiamo
stare attenti che non ci sia l’infiltrazione della mafia in questo affare’.
Nel frattempo si indaga anche a Palermo.
Si legge sul Giornale: “anche la Procura di Palermo ha un’indagine vera e
propria aperta sul tema.
Non un’indagine conoscitiva come quelle delle procure di Catania e Reggio Calabria,
ma un fascicolo che punterebbe a individuare eventuali connivenze tra realtà private
che si occupano del recupero migranti e gli scafisti libici.
Anche se, al momento, non ci sarebbero iscritti nel registro degli indagati”.
Intervistato dal Giornale, il procuratore di Palermo Calogero Ferrara ha dichiarato:
“Posso solo dire che abbiamo un’esperienza pluriennale nel campo del traffico
dei migranti.
Dopo il 2013, in seguito alla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre, abbiamo
intensificato le nostre indagini al fine di identificare non solo lo scafista, che
spesso viene coinvolto in attività criminali, ma soprattutto le reti che stavano
dietro questo sistema criminale.
In particolare–prosegue–abbiamo costituito un gruppo di 11 magistrati all’interno
della Procura di Palermo, su 60 sostituti che, in aggiunta al loro lavoro, si occupa

di traffico di stupefacenti nel Mediterraneo e della tratta di esseri umani”.

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